Hamilton, l’ala anteriore era fuori bersaglio: quei 12 scatti costati caro
Ad Austin il pilota Ferrari ha dovuto correggere più volte il bilanciamento della SF-26, combattendo contro un sottosterzo molto marcato.
Lewis Hamilton ha affrontato il Gran Premio degli Stati Uniti con un’ala anteriore regolata ben 12 scatti al di sotto del valore che avrebbe ritenuto necessario. Le correzioni effettuate ai pit stop non sono bastate del tutto a riportare la Ferrari SF-26 nella condizione ideale, lasciando aperti interrogativi importanti sul lavoro di preparazione dell’assetto.
Nonostante le difficoltà, il britannico ha chiuso la gara al quarto posto e ha ridotto a 2 punti il distacco da George Russell nella classifica. Il risultato, però, non ha cancellato i problemi emersi già nei primi due stint.
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Il sottosterzo ha condizionato la gara
Hamilton ha dovuto intervenire sull’ala anteriore in entrambe le soste per contrastare una vettura che tendeva ad allargare la traiettoria in curva. Il campione del mondo ha descritto il sottosterzo come particolarmente severo, spiegando che il comportamento della monoposto era lontano dalla finestra di funzionamento desiderata.
Nel primo pit stop sono stati aggiunti 4 scatti di ala, mentre al secondo ne sono arrivati altri 4. «Ero ancora 4 scatti indietro, è pazzesco essere sotto di 12 scatti. Dobbiamo davvero capire come siamo arrivati a quel punto», ha raccontato Hamilton riferendosi alla situazione vissuta ad Austin.
Un problema già visto a Silverstone
Le sensazioni provate in Texas hanno ricordato al pilota Ferrari quanto accaduto a Silverstone. In entrambe le occasioni, Charles Leclerc aveva utilizzato una configurazione con maggiore carico sull’ala anteriore rispetto a quella scelta inizialmente da Hamilton.
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Il tema dell’assetto era emerso già dal venerdì, quando Hamilton aveva ammesso di aver imboccato una direzione tecnica sbagliata. Il lavoro svolto durante la notte sembrava aver prodotto progressi e, al sabato, il britannico si era mostrato più fiducioso; la gara ha però riproposto le difficoltà.
Il nuovo equilibrio della SF-26
Gli aggiornamenti portati dalla Ferrari nel fine settimana hanno incrementato il carico nella parte posteriore della SF-26. Per mantenere un bilanciamento aerodinamico più efficace era quindi necessario compensare con una maggiore incidenza all’anteriore.
Questo passaggio ha finito per complicare il lavoro di Hamilton in pista. La squadra dovrà ora ricostruire il percorso che ha portato a una configurazione così distante dall’ottimale e verificare perché le modifiche apportate tra una sosta e l’altra non siano riuscite a risolvere completamente il comportamento della vettura.
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