Hamilton, la gomma media era inevitabile: il dettaglio che cambia tutto
La Ferrari non poteva montare ancora le soft al primo cambio gomme: senza una mescola diversa sarebbe arrivata la squalifica
La gomma media definita “terribile” da Lewis Hamilton non fu soltanto una scelta tattica della Ferrari. In quel momento il pilota inglese doveva necessariamente utilizzare una seconda mescola da asciutto, perché non aveva mai montato pneumatici intermedi o da pioggia durante il Gran Premio della Malesia.
Il fatto che la gara fosse stata dichiarata bagnata dalla Direzione gara non aveva quindi cancellato l’obbligo previsto dal regolamento. Se Hamilton avesse concluso la corsa usando esclusivamente gomme soft, sarebbe andato incontro alla squalifica.
Il rischio evitato dalla Ferrari
Il regolamento sportivo, all’articolo B6.3.6, stabilisce che ogni pilota debba impiegare almeno due specifiche differenti di pneumatici da asciutto, salvo che abbia utilizzato almeno una mescola da bagnato tra intermedie e da pioggia. La deroga, dunque, scatta soltanto quando in pista vengono effettivamente montate quelle gomme.
Hamilton, nonostante l’indicazione ufficiale di gara bagnata, aveva corso sempre con pneumatici destinati all’asciutto. Per questo il requisito delle due mescole restava pienamente in vigore: la Ferrari ha dovuto inserire le medie nel primo cambio gomme e non poteva limitarsi a montare un altro set di soft.
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La rimonta tra dubbi e sorpassi
La decisione aveva alimentato qualche perplessità, anche perché il pilota aveva giudicato subito molto negativamente il comportamento delle medie. La scelta, tuttavia, gli ha permesso di completare la parte centrale della gara rispettando il vincolo regolamentare e continuando a recuperare terreno.
Nel finale Hamilton è tornato sulle soft, approfittando della sosta effettuata durante il periodo di neutralizzazione seguito al ritiro della Williams di Alex Albon. La permanenza iniziale sulle soft già utilizzate, mentre l’asfalto diventava progressivamente più asciutto, gli aveva consentito di risparmiare un cambio gomme rispetto ad alcuni rivali davanti a lui.
Il passaggio alle medie non fu quindi un errore isolato né una semplice preferenza tecnica del muretto. Rappresentava il passaggio indispensabile per completare legalmente la gara: senza quel giro, la rimonta del sette volte campione del mondo sarebbe stata vanificata dal mancato rispetto della norma.
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