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Governo, le targhe personalizzate nella Manovra 2027

La proposta attesa nella legge di Bilancio riaccende l’ironia sui social, ma tempi, costi e criteri restano da definire.

Il Governo valuta l’inserimento delle targhe personalizzate nella legge di Bilancio 2027, attualmente all’esame del Parlamento. L’ipotesi ha spinto gli utenti dei social a creare combinazioni ironiche, giochi di parole e riferimenti alla politica e alla cultura popolare.

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Le regole ancora da definire

La possibilità di chiedere una targa con una combinazione scelta dal proprietario è prevista dall’articolo 100 del Codice della Strada dal 2002. La norma consente di indicare lettere e numeri, ma lascia comunque agli uffici il compito di verificare la disponibilità e completare l’immatricolazione.

Questa procedura, tuttavia, non è mai diventata concretamente utilizzabile. Mancano infatti i decreti attuativi necessari a stabilire modalità operative, caratteristiche delle sequenze ammesse e criteri per la produzione delle targhe. Una volta autorizzata la combinazione, la consegna dovrebbe spettare all’Istituto Poligrafico dello Stato entro trenta giorni.


Due ipotesi per l’introduzione

La prima strada potrebbe passare da una revisione del Codice della Strada, con applicazione ipotizzata dal 2028. In quel caso, un regolamento dovrebbe indicare quali caratteri usare, quali sequenze accettare e quali limiti applicare alle richieste degli automobilisti.

La seconda possibilità è legata alla legge di Bilancio 2027, proposta dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il testo dovrà essere discusso e approvato entro la fine del 2026 e potrebbe comunque richiedere altri provvedimenti prima di rendere effettiva la novità. Per questo, le richieste non potranno partire subito.

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Costi e tempi senza certezze

Non è ancora noto quanto dovrebbe pagare il proprietario dell’auto. L’incertezza dipende dalla sovrapposizione tra la disciplina attuale, la possibile riforma prevista per il 2028 e le disposizioni contenute nella legge di Bilancio 2027.

Restano da chiarire anche eventuali tariffe diverse a seconda del momento della richiesta. Le date circolate sono il 2027 e il 2028, ma la disponibilità effettiva dipenderà dal testo definitivo e dai successivi decreti.


L’ironia sulle combinazioni

Nel frattempo, sui social sono comparsi numerosi esempi immaginari. Una delle battute richiama l’intercalare usato dal presidente del Consiglio e trasforma “Diciamo” in “Disciamo”; altre proposte giocano invece con dichiarazioni politiche, sigle provinciali e situazioni quotidiane.

Tra le immagini condivise figurano anche sequenze difficili da leggere, riferimenti a Raffaella Carrà e all’andamento dei cantieri. Gli utenti hanno associato le lettere e i numeri a ritardi dei pendolari, citazioni televisive e messaggi scherzosi, anticipando con fantasia una personalizzazione che, sul piano normativo, non è ancora disponibile.

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