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Motori 2 min di lettura35 min fa

Gasolio, il conto fiscale è da record: quanto pesa su ogni pieno

In Italia imposte e accise incidono più della media europea sul prezzo alla pompa, mentre anche la benzina resta tra le più tassate.

Gli automobilisti italiani rischiano di dover affrontare nuovi rincari se gli sconti applicati dalle compagnie petrolifere e i tetti ai prezzi non saranno prorogati. Antonio Tanza, presidente di Adusbef, avverte che la possibile conclusione di queste misure potrebbe spingere verso l’alto i listini di benzina e gasolio nei prossimi giorni.

Secondo Tanza, il sistema delle accise mobili, che avrebbe potuto trasferire ai consumatori una parte del maggiore gettito Iva, non è stato attuato. «Lo Stato continua ad arricchirsi grazie al caro-carburante», ha dichiarato commentando il peso della fiscalità sui rifornimenti.

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Gasolio, il fisco pesa più del pieno

L’Italia guida la graduatoria europea per incidenza di imposte e accise sul gasolio, considerando i Paesi dell’Unione e lasciando fuori Malta, dove i carburanti sono soggetti a un particolare regime di prezzi amministrati. Nel nostro Paese il prelievo fiscale rappresenta il 48% della somma pagata alla pompa, contro una media UE del 37,9%.

Il divario si traduce in quasi 1,08 euro di tasse per ogni litro, a fronte dei 0,790 euro medi registrati nell’Unione europea. Rispetto alla media, quindi, un automobilista italiano versa 29 centesimi in più per litro: su un rifornimento da 50 litri l’aggravio arriva a 14,5 euro.


Le classifiche non coincidono

Un’imposizione più elevata non significa automaticamente avere il carburante più costoso d’Europa. Con un prezzo industriale, al netto delle tasse, pari a 1,166 euro al litro, l’Italia occupa infatti il settimo posto nella graduatoria dei prezzi medi del gasolio, con 2,244 euro al litro.

La Finlandia presenta il valore più alto, 2,531 euro, davanti a Danimarca, con 2,501 euro, e Olanda, a 2,456 euro. Sul versante opposto, esclusa Malta con 1,21 euro al litro, si trovano Polonia a 1,79 euro, Bulgaria e Spagna entrambe intorno a 1,88 euro.

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L’elaborazione è stata realizzata da Adusbef utilizzando i dati della Commissione europea aggiornati al 19 ottobre 2026. Il confronto mostra dunque che il primato italiano riguarda soprattutto la quota fiscale, non il prezzo finale assoluto del gasolio.


Benzina, Italia sul podio fiscale

La situazione cambia poco per la benzina. Anche in questo caso, senza considerare Malta, l’Italia è terza in Europa per peso di Iva e accise: le imposte arrivano al 51,4% del prezzo finale. Peggio fanno soltanto Olanda, al 52,8%, e Grecia, al 52%.

Per ogni litro di benzina acquistato in Italia finiscono allo Stato 1,036 euro, contro una media europea di 0,878 euro. La differenza è di 15,8 centesimi al litro, che equivale a circa 8 euro aggiuntivi su un pieno.

Anche la graduatoria dei prezzi alla pompa è distinta da quella fiscale: l’Italia è all’ottavo posto per costo medio della benzina. Danimarca, Olanda e Finlandia guidano la classifica con valori rispettivamente pari a 2,604, 2,390 e 2,327 euro al litro; tra i prezzi più contenuti figurano invece quelli della Polonia, 1,560 euro, e della Svezia, 1,639 euro, mentre Malta si ferma a 1,340 euro.

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