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Formula 1, il finale nel Golfo non cambia: cosa ha deciso Domenicali

Nonostante il clima di guerra e le perplessità espresse da alcuni piloti, la stagione si chiuderà regolarmente con le gare in Qatar e ad Abu Dhabi.

Il contesto internazionale resta teso, ma la Formula 1 ha scelto di non modificare il programma conclusivo del campionato. Le ultime due prove si svolgeranno infatti in Qatar e ad Abu Dhabi, considerate al momento tappe confermate del calendario.

La decisione arriva mentre i rapporti tra Stati Uniti e Iran continuano a essere segnati dal conflitto e i Paesi del Golfo restano esposti alle conseguenze delle tensioni militari. Proprio questo scenario aveva alimentato dubbi sulla possibilità di disputare regolarmente gli appuntamenti finali.


Domenicali blinda le ultime gare

Stefano Domenicali ha fatto il punto durante le prove libere del Gran Premio del Bahrain in Malesia, ribadendo che non sono previste variazioni. «Abbiamo confermato il calendario, quindi gli ultimi due Gran Premi in Qatar e l’Abu Dhabi si faranno», ha dichiarato a Sky Italia.

Il presidente della Formula 1 ha spiegato che la scelta è stata presa sulla base degli elementi disponibili e delle garanzie considerate indispensabili. «È questa la direzione che abbiamo preso, con le informazioni che abbiamo e con le assicurazioni del caso che sono assolutamente necessarie», ha aggiunto Domenicali.

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Piloti preoccupati per il rischio

La conferma del calendario non chiude però il confronto all’interno del paddock. Diversi piloti hanno mostrato cautela rispetto alla trasferta in aree che, alla luce delle tensioni belliche, potrebbero essere esposte a possibili attacchi.

Tra i più perplessi c’è Max Verstappen, indicato come il principale esponente delle riserve emerse tra i concorrenti. La Formula 1, almeno per ora, ha scelto di mantenere le due gare in programma, affidandosi alle informazioni e alle garanzie di sicurezza raccolte.

Il finale del campionato resta quindi fissato nel Golfo: prima il Qatar, poi Abu Dhabi. L’ipotesi di ricorrere a Imola come alternativa rimane sullo sfondo, ma la conferma ufficiale di Domenicali indica che non rappresenta al momento la soluzione adottata.

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