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Motori 2 min di lettura1 ott

Ferrari, il vero limite divide Hamilton e Leclerc: motore o tutto il resto

Hamilton individua nella potenza il principale handicap della SF-26, mentre Leclerc e Vasseur segnalano una situazione più complessa tra telaio, aerodinamica e motore

Il distacco della Ferrari non sembra dipendere da un solo elemento. Lewis Hamilton quantifica in quattro, talvolta sei decimi il ritardo accusato sui rettilinei, ma Charles Leclerc e Frederic Vasseur invitano a considerare anche i progressi degli avversari in curva e la crescente convergenza sul piano tecnico.


Hamilton indica il nodo principale

Per il pilota britannico, la priorità resta senza dubbio la motorizzazione. «Il nostro problema principale riguarda il motore e non ci tiriamo indietro», ha spiegato Hamilton durante il giovedì di Sepang, sottolineando come il deficit di potenza emerga praticamente in ogni fine settimana di gara.

Secondo Hamilton, la perdita sui rettilinei oscilla tra quattro e sei decimi. A Maranello il lavoro è già orientato alla prossima stagione: l’obiettivo è intervenire sull’unità motrice per ridurre una lacuna che Ferrari considera ormai evidente.


Leclerc vede un quadro più ampio

Leclerc, pur riconoscendo il divario di potenza rispetto a Mercedes e Red Bull, non ritiene corretto ricondurre l’intero problema al motore. «Non possiamo ridurre tutto a questo», ha dichiarato a Sepang, indicando anche telaio e aerodinamica tra le aree nelle quali gli avversari hanno compiuto passi avanti.

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Il monegasco ha osservato che gli aggiornamenti introdotti recentemente dalla concorrenza hanno aumentato la competitività soprattutto in curva. Per questo, a suo giudizio, la SF-26 deve progredire su più fronti e non soltanto sul rettilineo.


Vasseur ridimensiona il vantaggio Ferrari

La posizione del team principal è meno netta rispetto a quella di Hamilton. Frederic Vasseur, dopo il Gran Premio dell’Azerbaigian, ha spiegato che lo sviluppo del telaio procede più rapidamente di quello del motore e che i valori in campo si stanno avvicinando.

«Il vantaggio che abbiamo sul telaio è più piccolo, oppure non c’è più», ha ammesso Vasseur, aggiungendo però che il deficit della motorizzazione resta il limite più significativo. Per il futuro, Ferrari punta quindi su un’unità motrice del 2027 ripensata anche dal punto di vista concettuale, dopo che né ADUO 1 né ADUO 2 hanno permesso di raggiungere Mercedes e Red Bull.

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