Ferrari, Horner frena: “Non punto al posto di Vasseur”
Il dirigente britannico ridimensiona le indiscrezioni su Maranello e spiega perché considera prematuro un cambio al vertice della squadra italiana.
Christian Horner prova a spegnere le voci che lo avvicinano alla Ferrari e chiarisce di non essere alla ricerca di un incarico a Maranello. Il tema è tornato al centro dell’attenzione durante una conversazione con il podcast di The Race, organizzata nel contesto della presentazione del suo libro.
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Horner ridimensiona il caso Ferrari
Il dirigente britannico ha ricondotto l’origine della vicenda a un’intervista concessa al Times, pubblicata diverse settimane dopo essere stata realizzata. Secondo Horner, il titolo avrebbe dato alle sue parole un significato più netto di quello che intendeva esprimere: “Non ho mai detto che la Ferrari è il mio sogno, mai detto”.
Nel colloquio aveva parlato di varie scuderie, anche della squadra italiana, cercando — ha spiegato — di mantenere un tono rispettoso. La sua intenzione era sottolineare il ruolo speciale della Ferrari nella storia della Formula 1, mentre il momento scelto per pubblicare l’intervista avrebbe contribuito ad alimentare una polemica che considera sproporzionata.
Vasseur al centro delle pressioni
Horner ha anche espresso rammarico per le conseguenze della pubblicazione su Fred Vasseur. Il contenuto dell’intervista, unito alle tensioni che in quel periodo riguardavano i piloti Ferrari, avrebbe aumentato l’attenzione sul team principal francese, una situazione che l’ex responsabile Red Bull dice di conoscere bene per esperienza diretta.
A suo giudizio, Vasseur dispone delle competenze necessarie per guidare la squadra e il suo percorso nelle categorie inferiori ne rappresenta un elemento qualificante. Per questo, invece di ipotizzare una sostituzione, Horner ritiene che alla Ferrari possa servire soprattutto più tempo per consolidare il lavoro avviato.
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Maranello non è il suo obiettivo
Parlando dell’attuale competitività della Ferrari, Horner ha riconosciuto la validità del telaio, indicando nella potenza del motore l’area in cui la squadra sarebbe ancora leggermente indietro. Ha inoltre ricordato il peso della scuderia nel campionato e il desiderio diffuso di rivederla sul gradino più alto.
Tuttavia, il manager ha preso le distanze dall’ipotesi di un suo arrivo: “Essere associato alla Ferrari è un grande onore, ma non sto cercando di ottenere quel posto”. Alla domanda su un possibile intervento di John Elkann, disposto eventualmente a offrirgli ampi poteri, Horner non ha alimentato lo scenario.
La stabilità prima del cambio
La sua risposta si è concentrata sul valore della continuità all’interno di qualsiasi organizzazione. Horner ha ricordato di aver condiviso il tavolo, durante gli anni in Red Bull, con sei o sette team principal, da Jean Todt a Fred Vasseur, traendo da quelle esperienze la convinzione che la stabilità sia decisiva.
Il dirigente ha infine osservato che la Ferrari deve affrontare una pressione ancora maggiore perché rappresenta, agli occhi di molti, la squadra nazionale della Formula 1. In questo quadro, Vasseur avrebbe bisogno di tempo per lavorare, anche perché la posizione della scuderia comporta aspettative particolarmente elevate.
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