Diesel, finito lo sconto: il pieno sale e il decreto promesso non c’è
Il gasolio aumenta di 6,1 centesimi senza l’intervento delle accise mobili, mentre le compagnie provano a contenere l’impatto con sconti e tetti ai prezzi.
Il venir meno dello sconto fiscale sul gasolio si traduce da oggi in un nuovo aumento alla pompa. L’incremento teorico è di 6,1 centesimi al litro, mentre il provvedimento necessario per attivare le accise mobili non risulta ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
I primi dati segnalano già una lieve inversione di rotta. Secondo il Codacons, il prezzo medio del diesel sulla rete ordinaria è passato da 2,242 a 2,244 euro al litro; in autostrada, invece, la media è salita da 2,266 a 2,267 euro.
Il tetto Eni non assorbe il rincaro
Eni conferma che il proprio limite al prezzo dei carburanti resta operativo, ma chiarisce che non può compensare la cessazione dell’agevolazione fiscale. Il meccanismo adottato dalla società, quindi, contiene soltanto in parte l’effetto della maggiore tassazione.
Per il gasolio, il prezzo indicato da Eni passa da 2,19 a 2,25 euro al litro. La benzina rimane invece a 1,99 euro al litro. Le cifre erano state fissate tenendo conto dello sconto sulle accise, ormai scaduto, e per questo la sua eliminazione produce comunque un rialzo alla pompa.
Accise mobili ancora senza decreto
L’utilizzo dell’extragettito Iva per ridurre temporaneamente le accise avrebbe richiesto un decreto interministeriale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il provvedimento, però, non compare ancora nella Gazzetta Ufficiale, nonostante l’annuncio dell’avvio del sistema dal 6 ottobre.
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Il mancato intervento interrompe una fase di riduzioni cominciata dopo gli sconti applicati autonomamente da Eni, Ip, Q8 e Tamoil. Il Codacons sostiene che “per la prima volta dallo scorso marzo” gli automobilisti non possano contare su una riduzione fiscale e debbano affidarsi soltanto alle iniziative delle compagnie.
Consumatori: promesse non mantenute
L’Unione Nazionale Consumatori considera il mancato avvio delle accise mobili una promessa disattesa dal governo. Il presidente Massimiliano Dona sottolinea che il rincaro, per ora, è limitato: circa 5 centesimi in più per un rifornimento autostradale da 50 litri e 10 centesimi sulla rete ordinaria, secondo le medie del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La differenza emerge soprattutto dal confronto con la benzina, che nello stesso periodo ha registrato una diminuzione più marcata. Per l’associazione, se lo sconto di 5 centesimi fosse rimasto anche sul diesel, il suo prezzo avrebbe seguito la stessa direzione, evitando agli automobilisti il divario tra i due andamenti.
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