Dal 2028 targhe moto personalizzabili, il costo sarà 360 euro
La misura è nel testo in esame, ma richieste e combinazioni dipenderanno dal regolamento attuativo.
La riforma della circolazione introduce per le moto una targa scelta dal proprietario, con un costo previsto di 360 euro. La procedura, però, non è ancora disponibile.
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Il nodo delle targhe sostitutive
Il provvedimento non interviene soltanto sulla personalizzazione. Rimane infatti irrisolto il problema dei duplicati dopo furto, perdita o deterioramento della targa: oggi il proprietario può essere costretto a reimmatricolare il mezzo, affrontando nuove spese e tempi più lunghi.
La possibilità di ottenere una targa sostitutiva eviterebbe questo passaggio, ritenuto più oneroso rispetto alla semplice sostituzione del contrassegno. La riforma dedica invece spazio soprattutto alla scelta di lettere e cifre.
Quanto si pagherà
Per il contrassegno destinato alla parte posteriore delle motociclette è indicato un importo di 300 euro. A questa somma si aggiunge una quota del 20% a favore del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, portando il totale previsto a 360 euro.
Per le automobili la cifra complessiva indicata è di 600 euro. Gli importi riguardano la personalizzazione e potrebbero non comprendere ulteriori costi legati alla gestione della pratica amministrativa.
Lettere e numeri da definire
Il testo lascia ipotizzare una libertà maggiore rispetto all’attuale schema delle targhe motociclistiche, composto da due lettere e cinque numeri distribuiti su due righe. Sarebbe quindi possibile richiamare iniziali o sequenze con un significato personale, ma i dettagli non sono ancora fissati.
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Non è stato chiarito se potranno comparire parole, nomi o soprannomi, né come saranno organizzati caratteri e spazi. In ogni caso, la combinazione prescelta non potrà essere uguale a quella già assegnata a un altro veicolo ancora in circolazione. Il regolamento attuativo stabilirà formato, caratteri e procedura.
Le date per l’avvio
La facoltà esiste già sulla carta dal 2002, quando l’articolo 100 prevedeva la possibilità di domandare una sequenza specifica, purché rispettosa dei criteri regolamentari. Senza le disposizioni operative necessarie, però, quella norma non ha prodotto richieste effettive.
Il disegno di riforma è stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e deve ancora completare il percorso previsto. Il testo indica il 1° gennaio 2028 come data di applicazione, con un possibile rinvio al 1° aprile 2028.
Prima dell’avvio sarà inoltre necessario verificare che la Motorizzazione disponga dei sistemi e dell’organizzazione per ricevere le domande. Per ora, quindi, non è possibile prenotare una targa con lettere e numeri scelti dal proprietario.
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