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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Usato, oltre metà delle auto ha più di 10 anni

Ad agosto i trasferimenti di proprietà sono calati dell’1,4%; il diesel resta al 40,7%, l’elettrico all’1,2%

Ad agosto 2026, il 52,1% delle auto trasferite in Italia aveva più di dieci anni, con una crescita di 1,1 punti rispetto al mese precedente.

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Più emissioni e meno sicurezza

L’età elevata delle vetture rallenta il ricambio del parco circolante. Gran parte delle auto più vecchie appartiene a categorie Euro meno recenti, associate a maggiori emissioni di PM10, PM2.5 e ossidi di azoto, soprattutto nelle aree urbane.

Anche la protezione degli occupanti risulta inferiore rispetto ai modelli più nuovi. Le vetture immatricolate prima del 2016 spesso non dispongono di frenata automatica d’emergenza e mantenimento della corsia, mentre le strutture progettate per assorbire gli urti sono meno evolute. La maggiore presenza di questi veicoli può quindi aumentare la gravità degli incidenti e il numero dei decessi sulle strade.


Famiglie e costi dell’auto

Il ricorso a vetture datate riflette anche la difficoltà economica di molti nuclei familiari. I prezzi delle auto nuove e degli esemplari usati più recenti spingono a rimandare la sostituzione, scegliendo mezzi il cui esborso iniziale è più basso.

Nel tempo, però, un’auto anziana può richiedere interventi straordinari più frequenti, riparazioni costose e consumi meno efficienti. Un parco circolante vecchio può incidere anche sulle tariffe della responsabilità civile auto, perché un numero maggiore di sinistri e risarcimenti tende a far crescere i costi delle polizze, soprattutto nel Mezzogiorno, dove le diesel datate sono più diffuse e le restrizioni alla circolazione sono meno rigide.


I dati del mercato dell’usato

Nel mese sono stati registrati 293.924 trasferimenti di proprietà, in diminuzione dell’1,4%. Dopo le auto con oltre dieci anni, pari al 52,1%, la fascia più rappresentata è quella tra 6 e 10 anni, al 16%.

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Le vetture con anzianità compresa tra 4 e 6 anni pesano per il 10,2%; seguono quelle tra 2 e 4 anni, all’11,5%, gli esemplari da 1 a 2 anni, al 4,3%, e i veicoli entro il primo anno, al 6%.


Diesel ancora davanti a tutti

Il gasolio ha perso terreno rispetto ad agosto 2025, passando dal 43,1% al 40,7%, ma mantiene la prima posizione tra le alimentazioni delle auto di seconda mano. La benzina raggiunge il 37,3%, mentre le ibride arrivano all’11,8%.

Le elettriche rimangono marginali, con l’1,2% dei trasferimenti, e le ibride ricaricabili si fermano all’1,6%. Il predominio dei motori tradizionali contribuisce a rendere più lento il passaggio verso vetture meno inquinanti.


Divieti rinviati e sostegni necessari

Ogni anno le quattro Regioni della Pianura Padana posticipano le limitazioni ai diesel Euro 5; a Roma viene rinviato il blocco degli Euro 4. Le decisioni rispondono alle difficoltà di famiglie e imprese che non riescono a sostenere i costi della transizione, ma mantengono aperta la tensione tra esigenze sociali e qualità dell’aria.

Il mancato rispetto dei limiti fissati dall’Unione Europea può esporre l’Italia a sanzioni economiche rilevanti. Secondo l’impostazione riportata, un programma di incentivi calibrato sulle effettive disponibilità delle famiglie sarebbe necessario per favorire il rinnovo del parco auto e contenere le conseguenze ambientali, sanitarie ed economiche della sua anzianità.

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