Dal 2027 nuovi guardrail per proteggere i motociclisti
Il decreto dell’11 settembre amplia i tratti interessati, ma lascia deroghe e non impone un piano nazionale.
Il 17 aprile 2027 entreranno in vigore le nuove regole sui dispositivi di sicurezza per motociclisti installati sui guardrail. Il decreto dell’11 settembre 2026 aggiorna la disciplina precedente, ma non impone la sostituzione generalizzata delle barriere già presenti.
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Le deroghe restano possibili
Il provvedimento consente al progettista di escludere l’installazione attraverso una relazione tecnica motivata. Nella valutazione potranno rientrare il volume del traffico, la velocità di percorrenza, la conformazione della strada e l’eventuale disponibilità di soluzioni alternative.
Sono previste eccezioni anche in presenza di condizioni ambientali particolari. Il riferimento riguarda soprattutto le zone soggette a nevicate frequenti, dove la protezione aggiuntiva potrebbe rendere più difficili le operazioni di manutenzione e creare ulteriori rischi.
Per i dispositivi già installati non è previsto un obbligo uniforme di adeguamento. Gli enti proprietari e i gestori dovranno esaminare i pericoli presenti lungo i tratti stradali e decidere quali interventi realizzare, senza un calendario nazionale vincolante né risorse economiche dedicate indicate dal decreto.
Dove serviranno le protezioni
Le nuove disposizioni interessano le barriere, nuove o esistenti, collocate su strade con velocità di progetto pari o superiore a 70 km/h. Questo parametro tecnico non coincide necessariamente con il limite fissato dalla segnaletica, perché dipende dalle caratteristiche dell’infrastruttura.
La terza fascia, cioè l’elemento continuo posizionato nella parte bassa del guardrail, dovrà essere valutata soprattutto all’esterno delle curve con raggio inferiore a 250 metri. L’obiettivo è evitare che, durante una caduta, il motociclista colpisca direttamente i montanti, gli ancoraggi o altre componenti metalliche.
Il decreto prende in considerazione anche le discese pericolose segnalate sulle strade extraurbane e urbane di scorrimento, oltre ai restringimenti della carreggiata che presentano lo stesso livello di rischio. Un ulteriore criterio riguarda i tratti nei quali, negli ultimi tre anni, si sia verificato almeno un incidente grave o mortale con motocicli o ciclomotori, seguito da uscita di strada o urto contro la barriera.
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Proprio il parametro degli incidenti cambia rispetto alle regole del 2019. Non viene più richiesto un insieme di cinque sinistri con morti o feriti nello stesso periodo: è sufficiente un singolo episodio, purché abbia causato una vittima o lesioni gravi. Restano inoltre requisiti aggiornati sulla resistenza dei dispositivi e sulla loro compatibilità con le barriere esistenti.
Dieci anni di norme e annunci
Il nuovo testo sostituisce la disciplina ministeriale del 2019 ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 ottobre 2026. Prima della sua entrata in vigore, fissata per il 17 aprile 2027, gli enti dovranno quindi individuare i tratti da esaminare secondo i criteri stabiliti.
La questione dei guardrail per motociclisti è però precedente. Nel 2015 ANAS aveva annunciato le prime barriere H2 pensate per attenuare le conseguenze degli impatti. Nel maggio 2019 era arrivata una regolamentazione con obblighi limitati a determinate situazioni, accompagnati da condizioni e possibilità di esclusione che ne avevano contenuto l’applicazione.
Nel febbraio 2024 la Commissione Trasporti della Camera aveva approvato un emendamento per favorire la posa della terza fascia. Il riferimento era poi confluito nella legge 177 del novembre dello stesso anno, con una formulazione che ne subordinava l’installazione ai casi previsti.
Secondo la Carta dei Servizi 2025, ANAS ha installato circa 1.000 chilometri di barriere in acciaio destinate a proteggere i motociclisti sulla propria rete. Il dato documenta interventi già effettuati, ma non corrisponde a una copertura estesa a tutte le strade italiane.
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