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Cerignola, 18 indagati per il traffico di ricambi rubati

Interrogatori preventivi il 10 e 11 novembre: i componenti sarebbero stati inviati in Polonia con documenti falsi

Diciotto persone sono indagate nel Foggiano per un presunto traffico di auto rubate, smontate e trasformate in pezzi di ricambio. L’inchiesta dei carabinieri, coordinata dalla Procura di Foggia, ha individuato a Cerignola la base logistica dell’organizzazione.

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Le accuse e gli interrogatori

Tra le contestazioni figurano associazione per delinquere, riciclaggio, ricettazione, furto e tentata estorsione. Le posizioni sono diverse e agli indagati non vengono attribuiti gli stessi reati.

Il giudice per le indagini preliminari ha fissato per il 10 e l’11 novembre gli interrogatori preventivi. Gli adempimenti precederanno la decisione sulle misure cautelari chieste dalla Procura, tra carcere, arresti domiciliari e divieti di dimora.


I ricambi spediti in Polonia

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vetture venivano portate in depositi della zona dopo il furto e smontate in modo sistematico. L’obiettivo sarebbe stato recuperare i componenti più richiesti, tra cui dispositivi airbag, gruppi sterzo e portiere.

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I pezzi sarebbero poi stati caricati su autoarticolati e trasferiti in Polonia. Per coprire le spedizioni, l’organizzazione avrebbe utilizzato documenti di trasporto falsificati.


Le minacce per i mezzi sequestrati

Gli accertamenti avrebbero fatto emergere una gestione strutturata dei veicoli e dei ricambi, con ruoli distinti nella movimentazione della merce. L’indagine, tuttavia, riguarda anche presunte condotte violente.

In particolare, gli atti descrivono un tentativo di estorsione legato al recupero di denaro e alla gestione di alcuni mezzi sottoposti a sequestro. Nell’episodio sarebbero state rivolte minacce, anche di morte. Gli interrogatori serviranno a chiarire le singole responsabilità e l’eventuale applicazione delle misure richieste.

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