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Carburanti, la svolta dei grandi marchi: cosa succede ai prezzi

Q8 si aggiunge a ENI e IP con un limite temporaneo su benzina e gasolio, mentre Ludoil valuta una mossa analoga e resta aperto il nodo delle tasse

Sul fronte fiscale non arrivano, per ora, interventi né sulle accise né sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Un taglio generalizzato delle imposte richiederebbe diversi miliardi di euro e, secondo la maggioranza, inciderebbe sulle risorse disponibili in vista della Manovra 2027.

Anche l’ipotesi di un prelievo straordinario sui guadagni aggiuntivi dei grandi operatori resta ferma. Il Governo considera complesso imporlo e teme possibili ricorsi, mentre le opposizioni chiedono di usare quei profitti per ridurre il costo dei carburanti. L’esecutivo attende inoltre eventuali indicazioni della Commissione Europea.


Le tasse restano il nodo irrisolto

La scelta dei principali marchi di contenere i listini ha ridotto, almeno nell’immediato, la pressione per un’azione fiscale obbligatoria. La maggioranza ritiene infatti che i limiti volontari possano rendere meno urgente una tassa sugli extraprofitti.

Consumatori e forze di opposizione, tuttavia, discutono soprattutto sull’entità dello sconto. Le associazioni favorevoli alla diminuzione dei prezzi contestano che i livelli fissati siano ancora troppo alti rispetto ai costi effettivi di produzione e distribuzione.


Il calo arriva alla pompa

Secondo i dati del ministero delle Imprese, sulla rete ordinaria in modalità self la benzina scende a 2,126 euro al litro, con una riduzione di 26 millesimi. Il gasolio si attesta invece a 2,335 euro, 34 millesimi in meno.

In autostrada i valori restano superiori: 2,180 euro per la benzina e 2,383 per il diesel, con diminuzioni rispettivamente di 34 e 37 millesimi. Il quadro definitivo sarà più chiaro quando tutti gli impianti ENI avranno recepito i nuovi listini e saranno noti i limiti applicati da IP e Q8 sui circa 22 mila distributori italiani.


Anche Ludoil valuta il tetto

La riduzione temporanea dei prezzi sta coinvolgendo altri protagonisti della distribuzione. Ludoil, società guidata da Donato Ammaturo, sembra orientata a seguire la stessa direzione, anche se non sono stati comunicati dettagli definitivi su importi e modalità.

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L’iniziativa divide il settore. Unione Nazionale Consumatori e Altroconsumo hanno accolto positivamente il contenimento delle tariffe, mentre alcune organizzazioni dei gestori e dei consumatori giudicano insufficienti i valori individuati dai grandi operatori.


Q8 prepara il suo intervento

Q8 applicherà un limite massimo a benzina e gasolio per 30 giorni, a partire dal 1° ottobre. La società ha collegato la decisione all’invito del Governo e alle tensioni sui mercati provocate dalle crisi geopolitiche, spiegando che il meccanismo sarà adattato alle diverse caratteristiche della propria rete.

A differenza di ENI, Q8 non ha indicato subito una cifra unica. L’azienda ha assicurato che sosterrà gestori e partner per preservare l’equilibrio economico della filiera, mentre il valore concreto del contenimento e la sua applicazione nei singoli impianti dovranno essere definiti.


Il confronto con ENI e IP

ENI ha già stabilito i propri importi: dal 28 settembre, per un mese, la benzina costa 1,99 euro al litro e il diesel 2,19 euro nei punti vendita Enilive, compresi quelli autostradali. La riduzione rispetto alle medie precedenti è di 17 centesimi e il provvedimento potrebbe proseguire per tutto il 2026, in base all’evoluzione del mercato.

Italiana Petroli, controllata da Socar, società dell’Azerbaigian, ha invece scelto un’applicazione graduale senza rendere pubblico un unico tetto nazionale. Q8 si muove sulla stessa linea, con una durata già annunciata ma senza un prezzo massimo immediatamente comunicato.

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