Carburanti, il doppio effetto del tetto: chi risparmia e chi perde
I ribassi di Eni, Ip e Q8 fanno scendere le medie, ma penalizzano le pompe bianche e lasciano fuori autotrasporto, agricoltura e pesca.
A Laurenzana, in provincia di Potenza, il Comune ha scelto una strada autonoma per alleggerire il peso dei rincari: un bonus carburante da 150mila euro complessivi, assegnato tenendo conto del reddito delle famiglie.
Intanto a Porto Empedocle la protesta riguarda soprattutto il comparto ittico. I pescatori hanno annunciato che domani resteranno in porto: «Anziché indebitarci, è meglio restare fermi».
Per la pesca lo sconto non basta
Il tetto applicato dai grandi marchi non comprende la rete destinata alle imprese di autotrasporto, alle aziende agricole e ai pescherecci. Per Confcooperative Agroalimentare e Pesca, il gasolio utilizzato dalle imbarcazioni è arrivato a costare fino al 200% in più dall’inizio della guerra in Iran.
La conseguenza è una pressione crescente sui lavoratori del mare, che non possono beneficiare delle riduzioni praticate ai distributori aperti al pubblico. A Porto Empedocle la scelta di non uscire indica quanto l’aumento dei costi stia incidendo sull’attività quotidiana.
Le pompe bianche contestano il meccanismo
Il problema investe anche i piccoli distributori indipendenti. Le cosiddette pompe bianche acquistano infatti benzina e gasolio dagli stessi gruppi che hanno introdotto il limite, ma si trovano a competere con prezzi finali più bassi fissati dai loro fornitori.
Eni, Ip e Q8 rappresentano insieme il 55% del mercato italiano. Quando riducono i prezzi alla pompa, possono aumentare le vendite; contemporaneamente, però, la minore disponibilità all’ingrosso fa salire i costi per gli operatori indipendenti e comprime, fino ad annullarli, i loro margini.
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Il ministro chiede equilibrio
Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha richiamato i protagonisti della filiera a un comportamento responsabile. «Deve esserci un po' di senso di responsabilità anche da parte dei gestori della catena, a partire dagli stessi produttori», ha affermato.
Fegica e Faib-Confesercenti sostengono invece che un tetto efficace dovrebbe essere deciso dal settore pubblico. Le due organizzazioni hanno presentato in Senato una proposta, ricordando che misure analoghe esistono in Belgio e Lussemburgo e sono state annunciate anche dal governo tedesco. Secondo i sindacati, affidare il limite a un’impresa privata dominante rischia di creare squilibri.
Medie nazionali ancora in discesa
Nel frattempo i listini medi rilevati dal Mimit hanno continuato a diminuire. In modalità di rifornimento autonomo, la benzina è scesa a 2,111 euro al litro, contro i 2,126 euro di martedì; il gasolio si è attestato a 2,316 euro, rispetto ai precedenti 2,335.
La rilevazione nazionale combina però valori differenti: da una parte le riduzioni praticate da Eni, Ip e Q8, dall’altra le tariffe generalmente più elevate dei distributori indipendenti. Il calo medio, quindi, non elimina il divario tra le due tipologie di rete né risolve le difficoltà delle attività escluse dallo sconto.
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