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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Bugatti Tourbillon, il V16 vince sull’elettrico: 250 esemplari già venduti

Il progetto iniziale puntava su una Bugatti a batteria, ma Mate Rimac ha scelto una strada diversa dopo i risultati commerciali della Nevera.

La scelta di mantenere un motore tradizionale, affiancato dall’elettrico, si è rivelata decisiva per la Bugatti Tourbillon. La nuova hypercar francese, equipaggiata con un V16 aspirato da 8,3 litri, ha già trovato acquirenti per tutti i 250 esemplari previsti, ciascuno venduto a 4 milioni di euro.

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Rimac frena la svolta elettrica

All’origine, però, la vettura avrebbe potuto avere caratteristiche molto diverse. Volkswagen aveva valutato una Bugatti completamente elettrica, sfruttando l’esperienza maturata da Rimac nel settore e una base tecnica derivata dalla Nevera, l’hypercar croata da oltre 1.900 CV.

Mate Rimac, alla guida di Bugatti Rimac, si è opposto all’ipotesi. Dopo l’ingresso di Porsche e Rimac nella gestione del marchio nel 2021, il gruppo tedesco guardava con interesse a una rapida elettrificazione dei propri marchi, ma il fondatore croato riteneva che una Bugatti priva di motore termico avrebbe avuto scarso richiamo tra i collezionisti.


La Nevera ha cambiato i piani

A rafforzare quella posizione sono stati i risultati della Nevera. Nonostante prestazioni eccezionali, il modello ha incontrato una domanda inferiore alle previsioni: sono state vendute 71 vetture sulle 150 inizialmente programmate.

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Per Rimac, quell’esperienza rappresentava un precedente da non replicare con Bugatti. Anche l’accoglienza riservata all’Alfa Romeo 33 Stradale completamente elettrica è stata indicata come un ulteriore segnale dei limiti dell’interesse verso questo tipo di proposta nel mercato delle automobili da collezione.


Il V16 resta il cuore Bugatti

La Tourbillon ha quindi adottato un propulsore a sedici cilindri sviluppato con Cosworth, collegato a tre motori elettrici e a un sistema ibrido ricaricabile. La configurazione permette di combinare la spinta immediata dell’elettrico con il carattere e il suono del motore aspirato.

Il risultato ha preservato l’identità legata a Molsheim, senza rinunciare alla tecnologia moderna. Per i clienti interessati a un’esperienza di guida esclusiva, la complessità meccanica del V16 è rimasta un elemento centrale: la risposta del mercato, con l’intera produzione già assegnata, sembra aver confermato la direzione scelta da Rimac.

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