Bolt punta su Roma: 4 milioni di richieste senza risposta ogni anno
Dopo la crescita registrata nelle città già servite, la piattaforma prepara l’ingresso nella Capitale e vuole conquistare più utenti residenti.
Roma rappresenta il prossimo passaggio della strategia italiana di Bolt. La piattaforma europea di mobilità prevede di iniziare a operare nella Capitale entro la fine dell’anno, in un mercato segnato da oltre 43 milioni di visitatori annuali e da una congestione che costa agli automobilisti circa 71 ore ogni dodici mesi.
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La Capitale è il prossimo traguardo
Secondo Mario Murari, da poco alla guida delle attività italiane, l’analisi del mercato ha evidenziato circa 4 milioni di richieste di corse rimaste senza risposta ogni anno a Roma. Un dato che, nelle intenzioni dell’azienda, segnala uno spazio ancora disponibile per i servizi di mobilità su richiesta.
Bolt ha iniziato il proprio percorso in Italia a giugno, raggiungendo finora Milano, Como, Bergamo e Monza. A Milano l’offerta comprende anche i taxi, mentre nelle altre aree il servizio si appoggia agli operatori Ncc. «L’arrivo a Roma entro la fine dell’anno è una grande opportunità», ha spiegato Murari, richiamando sia il peso turistico della città sia le difficoltà legate al traffico.
Corse e utenti accelerano
Nei primi quattro mesi di attività, il numero delle corse gestite attraverso la piattaforma è salito del 110%. Gli utenti sono invece aumentati del 98%, mentre la platea dei conducenti è cresciuta del 15%, senza che l’azienda abbia fornito i valori assoluti.
Murari considera questi risultati un’indicazione della domanda presente in Italia per soluzioni affidabili e accessibili. Il responsabile ha aggiunto che la risposta ottenuta a Milano e nelle altre città già coperte rafforza la fiducia in vista dell’espansione romana.
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L’obiettivo è conquistare i residenti
Attualmente i turisti costituiscono il 90% della clientela Bolt. Molti di loro conoscono già il servizio perché lo utilizzano nei Paesi di provenienza, ma la società vuole aumentare il peso degli utenti residenti, puntando sia sulla sensibilità ambientale delle generazioni più giovani sia sulla possibilità di contenere le spese familiari.
La strategia, ha chiarito Murari, mira a ridurre il costo complessivo legato all’uso e alla gestione dell’automobile. L’Italia conta infatti più di 690 vetture ogni mille abitanti, contro le 590 della Germania e le 570 della Francia: un livello di motorizzazione che incide sull’inquinamento, sulla circolazione e sui bilanci delle famiglie.
Più servizi guardando al futuro
Un altro fronte riguarda i conducenti. Bolt intende alleggerire l’impatto delle spese aggiuntive e migliorare i compensi degli autisti, soprattutto in una fase in cui il carburante pesa maggiormente sui costi operativi. L’obiettivo dichiarato da Murari è far crescere la presenza dell’azienda nel Paese e rendere il servizio più efficace.
A livello internazionale Bolt conta 200 milioni di utenti registrati e opera in 850 città. Nei mercati in cui è già presente propone anche auto condivise, monopattini e consegne di cibo e prodotti alimentari: servizi che, in prospettiva, potrebbero essere introdotti anche in Italia.
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