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Motori 2 min di lettura28 set

Bollo auto, la trappola corre online: i controlli da fare

Falsi portali che imitano ACI chiedono dati personali e carte per una presunta morosità: ecco quali indirizzi evitare e come verificare davvero il pagamento.

La prudenza degli automobilisti resta il principale argine contro questa frode digitale. I siti contraffatti possono ricomparire rapidamente con indirizzi diversi, mentre la procedura per bloccarli richiede tempi più lunghi: per questo è essenziale controllare sempre il canale utilizzato prima di comunicare qualsiasi informazione.


I domini falsi cambiano rapidamente

ACI ha informato le autorità competenti dell’utilizzo abusivo del proprio nome, del marchio e dell’identità visiva. La rimozione di una pagina fraudolenta, però, non è immediata: tra la segnalazione e l’oscuramento possono trascorrere giorni, durante i quali il sito continua a intercettare potenziali vittime.

La gestione dell’attacco è resa ancora più complessa dalla dimensione internazionale delle infrastrutture. I server possono trovarsi fuori dall’Italia, in Paesi dove gli accertamenti e la collaborazione giudiziaria procedono con maggiore lentezza; nel frattempo, i truffatori sono in grado di copiare il portale e trasferirlo su un nuovo URL in poche ore.


Come funziona il falso avviso

La campagna sfrutta l’attenzione sulle recenti novità relative al bollo auto. All’utente viene prospettata una tassa regionale non saldata, accompagnata da interessi e penalità, con l’invito a effettuare una verifica inserendo codice fiscale e targa del veicolo.

Il percorso prosegue con la richiesta di dati personali più dettagliati, tra cui contatti e domicilio. Nell’ultima fase compare una richiesta di pagamento da 15,87 euro: per completarla vengono sollecitati numero della carta, scadenza e CVV, informazioni che possono essere utilizzate per operazioni illecite o per ulteriori campagne mirate.

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Il solo percorso sicuro è ACI

Per i servizi dell’Automobile Club d’Italia bisogna partire esclusivamente dall’indirizzo www.aci.it. Il calcolo e il versamento del bollo attraverso i servizi ACI passano dai sistemi di autenticazione della Pubblica Amministrazione, con accesso tramite SPID o CIE.

ACI chiarisce inoltre che non domanda via email, SMS o pagine estranee ai propri canali l’invio di dati della carta, codice CVV o credenziali bancarie. Messaggi inattesi, collegamenti da aprire e richieste urgenti di pagamento vanno quindi ignorati; per controlli o assistenza sono disponibili l’URP, i canali ufficiali ACI e gli Automobile Club territoriali.

La chiusura dei portali malevoli non è sufficiente a fermare il fenomeno. I criminali possono infatti registrare nuovi domini con costi contenuti e rilanciare la distribuzione dei messaggi, mentre le informazioni sottratte — comprese quelle bancarie — possono finire in circuiti clandestini o essere riutilizzate in raggiri più personalizzati.

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