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Motori 2 min di lettura59 min fa

Horner-Ferrari, il vero ostacolo non è il talento: pesa Vigna

Secondo Pino Allievi, l’esperienza dell’ex dirigente Red Bull interessa a Maranello, ma la richiesta di piena autonomia entrerebbe in conflitto con l’attuale vertice Ferrari.

Il possibile arrivo di Christian Horner in Ferrari avrebbe un problema centrale ancora prima dei risultati in pista: la distribuzione dei poteri. Secondo l’analisi di Pino Allievi, l’ex dirigente della Red Bull potrebbe accettare soltanto un incarico con ampia autonomia, mentre a Maranello dovrebbe confrontarsi con una struttura che mette l’amministratore delegato Benedetto Vigna al centro della catena decisionale.


La carta bianca divide Maranello

Allievi ritiene che Horner, qualora avviasse una trattativa con Ferrari, non si limiterebbe ad accettare un ruolo operativo. La sua forza, nella lettura del giornalista, deriverebbe proprio dalla possibilità di incidere sull’intero progetto sportivo senza vincoli gerarchici stringenti.

Il punto critico sarebbe quindi il rapporto con Vigna. John Elkann, presidente di Ferrari, si occuperebbe delle questioni strategiche generali, mentre al nuovo responsabile verrebbe chiesto di rispondere all’amministratore delegato. Una configurazione lontana dall’idea di leadership assoluta che Horner, secondo Allievi, vorrebbe ottenere.

A margine dell’analisi, Allievi ha riassunto così il possibile ostacolo: «Nel momento in cui va a chiedere carta bianca, si troverà con un presidente che gli dirà: io ho un amministratore delegato, Benedetto Vigna, devi dipendere da lui». Da qui nascerebbero le principali difficoltà per un eventuale trasferimento a Maranello.


Un profilo che Ferrari segue

Il tema dell’autonomia non cancella però il valore del candidato. Allievi ha ricordato che Ferrari avrebbe già sondato Horner prima di scegliere l’attuale responsabile della squadra, Frederic Vasseur. Secondo la sua ricostruzione, Elkann lo avrebbe contattato personalmente e potrebbe essere arrivato anche a incontrarlo nella sua abitazione in Inghilterra.

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L’interesse avrebbe motivazioni concrete: Horner ha guidato Red Bull verso numerosi titoli mondiali, contribuendo alla costruzione della squadra che ha dominato la Formula 1 negli ultimi vent’anni. A lui vengono inoltre attribuiti lo sviluppo di Sebastian Vettel e Max Verstappen e la crescita del reparto motoristico della scuderia, il cui propulsore è stato indicato dalla FIA come particolarmente competitivo nell’attuale fase regolamentare.


Il libro spiega le aperture?

Durante il confronto sul canale YouTube di FormulaPassion.it, Allievi ha anche valutato l’ipotesi che le dichiarazioni di Horner sulla Ferrari possano essere collegate alla promozione del suo libro. La considera una possibilità tra molte, ma non pensa che l’ex dirigente abbia bisogno di una rivelazione costruita ad arte per aumentare le vendite.

Resta così un’operazione plausibile sul piano dell’interesse reciproco, ma complessa nella pratica. Allievi comprende che Horner possa immaginarsi come l’uomo chiamato a risollevare Ferrari, pur definendo questo scenario un sogno destinato a restare tale finché la scuderia non cambierà in modo profondo il proprio assetto sportivo.

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