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Motori 3 min di lettura51 min fa

Bollo 2027, la data che decide tutto: chi resta fuori dall’esenzione

Il beneficio non dipende dai mesi coperti dal pagamento, ma dalla sua scadenza ordinaria: requisiti, controlli e rischi per chi paga in ritardo.

Il punto decisivo per l’esenzione dal bollo auto prevista nel 2027 non è il periodo durante il quale la tassa resta valida, bensì la data entro cui il rinnovo deve essere effettuato. Di conseguenza, chi è chiamato a versare il tributo entro dicembre 2026 non potrà accedere all’agevolazione, anche se il pagamento coprirà una parte dell’anno successivo.

La regola è contenuta nell’articolo 2 del decreto-legge 162/2026, in vigore dal 18 settembre. La disposizione considera il termine ordinario del versamento e non il giorno in cui l’automobilista esegue materialmente l’operazione.

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La scadenza può escludere dal beneficio

Per i veicoli già immatricolati, il rinnovo viene normalmente effettuato entro il mese successivo a quello in cui termina il periodo già pagato. Le regole possono comunque cambiare in base alle disposizioni adottate dalla Regione o dalla Provincia autonoma competente.

In concreto, un bollo terminato a settembre 2026 richiede di norma il pagamento entro ottobre. Se la scadenza cade a ottobre, il versamento va generalmente eseguito a novembre; per un termine fissato a novembre, invece, la scadenza ordinaria arriva a dicembre 2026. In tutti questi casi l’esenzione del 2027 non si applica.

Diverso è il caso del bollo con periodo in scadenza a dicembre 2026: il rinnovo viene normalmente effettuato entro gennaio 2027 e può quindi rientrare nella nuova disciplina, sempre che siano presenti anche gli altri requisiti. Spostare di propria iniziativa un pagamento previsto nel 2026 non consente di ottenere il beneficio e può far maturare sanzioni e interessi.


Quali veicoli rientrano nell’agevolazione

La misura non riguarda indistintamente tutte le automobili. Possono beneficiarne le persone fisiche obbligate al pagamento della tassa per vetture a benzina o diesel, comprese quelle dotate anche di altre tecnologie, con potenza massima di 80 kW, pari a circa 109 CV.

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Il mezzo deve inoltre essere coperto da assicurazione regolare e l’esenzione può essere riconosciuta per una sola automobile appartenente al contribuente. Quando sono presenti più vetture compatibili, viene scelta quella meno potente; se i kW coincidono, si prende in considerazione il veicolo per il quale l’imposta sarebbe più bassa.

La norma contempla anche motocicli e ciclomotori alimentati a benzina. Tuttavia, questa possibilità viene meno per chi è già tenuto al pagamento del bollo relativo a un’automobile entro il limite degli 80 kW. L’agevolazione può estendersi agli utilizzatori di veicoli in leasing o con noleggio a lungo termine, se sono loro i soggetti obbligati al versamento.


Controlli necessari prima di pagare

Per capire se il proprio veicolo può rientrare nel provvedimento è necessario partire dall’ultimo pagamento e dalla relativa scadenza. La verifica può essere fatta sui servizi telematici dell’ACI oppure sui portali della Regione o della Provincia autonoma di riferimento, inserendo i dati dell’automobile.

È importante distinguere il periodo tributario dalla data entro cui il pagamento deve essere eseguito: sono elementi diversi e, ai fini dell’esenzione, conta il secondo. Non sono previsti rimborsi automatici per somme versate nel 2026 quando il periodo coperto comprende anche mesi del 2027; allo stesso modo, non è possibile diminuire autonomamente l’importo sottraendo la quota riferita all’anno seguente.

Il beneficio è previsto per i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Il decreto-legge, però, deve ancora concludere il percorso di conversione parlamentare: eventuali cambiamenti approvati durante l’iter potrebbero modificare le regole prima della loro applicazione definitiva.

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