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BMW Group sostiene dieci progetti umanitari per l’inclusione globale

Le iniziative operano in Africa, Asia, Europa e America Latina con programmi dedicati a giovani, donne e persone vulnerabili.

BMW Group e UNAOC hanno selezionato dieci progetti umanitari per l’edizione 2026 dell’Intercultural Innovation Hub. Le iniziative riguardano inclusione sociale, istruzione, accessibilità e dialogo interculturale in quattro continenti.

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Scuole e comunità inclusive

In Cile, Fundación Semilla ha presentato Wayna, uno strumento pedagogico destinato alla convivenza scolastica. Il progetto utilizza attività basate sul gioco per aiutare gli studenti a riconoscere e affrontare discriminazioni legate a migrazione, neurodiversità, disabilità e genere.

Il finanziamento permetterà di aggiornare i materiali, applicare il programma in scuole appartenenti a sistemi educativi diversi e preparare il personale docente. Dalla Spagna arriva invece Visible-In Play, iniziativa di Fundació Itinerarium che porta giovani con e senza disabilità a condividere attività calcistiche, con l’obiettivo di favorire partecipazione e appartenenza.

In Grecia, Organization Earth gestisce Sport and Growth nei campi profughi di Ritsona e Schisto. Il programma unisce sport, educazione sanitaria, competenze per la vita, attività ambientali e iniziative comunitarie rivolte a bambini rifugiati e minori non accompagnati.

Il sostegno consentirà di aggiungere un percorso per ragazze non accompagnate, con incontri condotti dalle partecipanti, tutoraggio, laboratori e un festival dedicato all’inclusione. Per Visible-In Play, invece, il contributo servirà a trasformare il metodo in un insieme di strumenti replicabile dai club calcistici.


Dialogo contro odio e disinformazione

MureșHub, attiva nella Romania centrale, ha sviluppato The Integration Atlas per sostenere rifugiati, migranti e gruppi emarginati. Il modello combina realtà virtuale, mediazione interculturale e collaborazione tra soggetti diversi per favorire empatia e integrazione e ridurre l’incitamento all’odio.

Le risorse dell’Intercultural Innovation Hub serviranno a rendere il metodo più facilmente applicabile in altre regioni interessate da tensioni legate ai flussi migratori. In Pakistan, Youth Development Foundation propone invece Inclusive Lens, rivolto alla resilienza dei giovani davanti a estremismo, notizie false e discorsi d’odio.

Il progetto prevede un programma per WhatsApp capace di esaminare i video, individuare contenuti manipolati, controllare le informazioni e proporre spiegazioni in urdu adeguate al contesto locale. Sono previsti anche contenuti sull’educazione civica, il dialogo e i valori della tradizione sufi.

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Accessibilità e partecipazione

In Kirghizistan, Oasis Public Charitable Foundation porta avanti VoiceMap, un percorso che forma giovani con disabilità come rilevatori dell’accessibilità. I dati raccolti confluiscono in una mappa pubblica destinata a sostenere il confronto con le amministrazioni comunali.

Il progetto UrbanEyes sarà esteso a una seconda città e riceverà un’interfaccia audio più accessibile. I materiali saranno inoltre tradotti in kirghiso per raggiungere donne e ragazze con disabilità che vivono in zone rurali o periferiche.

No-Name Initiative, in Sudafrica, impiega invece l’applicazione nniChat per creare spazi protetti di confronto sulla xenofobia e sull’inclusione. Giovani e gruppi vulnerabili possono condividere esperienze, sviluppare una comprensione reciproca e lavorare a soluzioni comuni.


Teatro, libri e inclusione

In Nigeria, The Girl Child Values Support Initiative utilizza il teatro partecipativo e la narrazione digitale per contrastare violenza di genere, mutilazioni genitali femminili e matrimoni precoci. L’organizzazione, guidata da giovani e donne, coinvolge le comunità nella ricerca di risposte condivise e promuove anche l’inclusione delle persone con disabilità.

Il contributo finanzierà un insieme di strumenti digitali e formativi che giovani dirigenti e gruppi locali potranno riutilizzare in altre regioni. In Ghana, Foundation For Educational Equity And Development porterà invece Libraries Without Walls nelle scuole e negli spazi pubblici: l’organizzazione lo definisce un «polo mobile per l’alfabetizzazione e la creatività».

Libri, arte, narrazione e confronto saranno proposti direttamente alle comunità rurali e svantaggiate. L’espansione coinvolgerà cinque scuole e comunità, almeno 3.500 partecipanti e 60 facilitatori, oltre alla realizzazione di materiali utili a ripetere il modello.

L’annuncio ufficiale dei dieci progetti si è svolto nella sede di BMW Italia a San Donato Milanese. Il programma è sostenuto da BMW Group e United Nations Alliance of Civilizations.

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