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Motori 2 min di lettura18 ore fa

Batterie LFP, la mossa di Volkswagen per l’auto elettrica europea

Il gruppo tedesco e Gotion uniscono le forze in tre impianti tra Europa e Nord Africa, mentre Volkswagen riduce la propria quota nel produttore cinese.

Rendere più accessibili le auto elettriche passa anche dalla produzione locale di batterie meno costose. È questa la direzione scelta da Volkswagen, che amplia la collaborazione con Gotion High-Tech e prepara tre società comuni per realizzare celle LFP e materiali destinati ai catodi tra Spagna, Slovacchia e Marocco.

L’intesa arriva mentre il costruttore tedesco affronta una fase di forte difficoltà e punta a rafforzare il controllo sulla catena di approvvigionamento. L’impianto di Valencia, in particolare, dovrebbe diventare il principale centro europeo del gruppo per la tecnologia al litio-ferro-fosfato.


Una rete produttiva tra tre Paesi

A Valencia Gotion investirà circa 1,1 miliardi di euro per acquisire il 49% della gigafactory controllata da PowerCo, la divisione batterie di Volkswagen. Il restante 51% resterà nelle mani della società tedesca, che conserverà quindi la maggioranza dell’impianto spagnolo.

Il modello sarà diverso negli altri due stabilimenti. PowerCo destinerà circa 470 milioni di euro entro il 2030 per ottenere il 49% delle strutture previste a Šurany, in Slovacchia, e a Kenitra, in Marocco. In entrambi i casi Gotion manterrà il 51% e avrà la quota di controllo.

L’accordo industriale sarà accompagnato anche da una modifica nei rapporti azionari tra le due aziende. Volkswagen cederà infatti il 5,3% detenuto in Gotion: dopo l’operazione resterà comunque il principale azionista strategico del gruppo cinese, con una partecipazione vicina al 19%.

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Perché la tecnologia LFP conta

La chimica litio-ferro-fosfato consente di contenere i costi rispetto alle celle al nichel-manganese-cobalto e offre una maggiore durata nei cicli di ricarica. Per Volkswagen, disporre di questa soluzione è importante soprattutto per sviluppare modelli compatti e utilitarie elettriche con prezzi più competitivi.

Il gruppo prevede che il peso delle batterie LFP sul mercato europeo possa salire dall’attuale 10% a una quota compresa tra il 40% e il 60% entro il 2030. La produzione distribuita in Europa e nel bacino del Mediterraneo dovrebbe inoltre ridurre la dipendenza dalle forniture provenienti direttamente dall’Asia.


L’industria europea cerca autonomia

L’intesa con Gotion riflette il ruolo centrale acquisito dalla Cina nelle materie prime, nella raffinazione e nelle competenze necessarie a produrre celle LFP. Per i costruttori europei, la collaborazione con aziende cinesi diventa così uno strumento per accelerare la transizione elettrica senza rinunciare a una base industriale vicina ai propri mercati.

La scelta si colloca in un contesto nel quale l’Unione Europea valuta misure di tutela per i veicoli elettrici fabbricati in Cina, mentre i principali gruppi automobilistici cercano accordi produttivi comuni. Per Volkswagen, localizzare le batterie significa rendere più stabile l’approvvigionamento dei componenti essenziali e sostenere i volumi delle future auto a zero emissioni senza compromettere eccessivamente i margini.

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