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Motori 2 min di lettura37 min fa

Auto, il compromesso sul 2035 supera il primo esame dell’Eurocamera

Industria e Trasporti approvano due pareri non vincolanti sulla revisione dei limiti di CO2 per le nuove vetture.

L’accordo politico sul futuro delle auto con motore termico dopo il 2035 incassa i primi due via libera al Parlamento europeo. Il passaggio, tuttavia, ha ancora un valore preliminare: le commissioni Industria, energia e ricerca e Trasporti hanno espresso pareri favorevoli, ma la decisione decisiva spetterà alla commissione Ambiente.

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Primo consenso, ma nessuna decisione definitiva

Le due commissioni dell’Eurocamera hanno approvato le rispettive posizioni sulla modifica degli standard di emissione di CO2 applicati alle automobili nuove. Il voto conferma, almeno sul piano politico, l’intesa costruita nei giorni scorsi da Ppe, S&D e Renew.

Il percorso non è però concluso. Poiché la commissione competente per il dossier è l’Envi, i pareri adottati da Industria e Trasporti non producono effetti vincolanti e rappresentano soltanto un primo orientamento parlamentare sulla revisione delle regole.


I numeri dei due voti

In commissione Industria, energia e ricerca il testo ha ottenuto 49 voti favorevoli, 27 contrari e 5 astensioni. Il secondo passaggio, nella commissione Trasporti, si è chiuso invece con 27 sì, 18 no e un’astensione.

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Gli esiti mostrano una maggioranza favorevole in entrambi gli organi, pur in presenza di una netta opposizione e di alcuni parlamentari che hanno scelto di non esprimersi. Il dossier dovrà ora essere esaminato nel suo iter dalla commissione Ambiente, responsabile della materia.


Come cambiano i limiti dal 2035

L’intesa tra i tre gruppi politici prevede che, dal 2035, le emissioni allo scarico delle nuove automobili vengano ridotte dell’87,5%. La soglia non verrebbe quindi raggiunta esclusivamente attraverso la diminuzione diretta delle emissioni prodotte dai veicoli.

Un ulteriore 7,5% potrebbe infatti essere compensato utilizzando acciaio a basse emissioni, mentre un altro 5% resterebbe non sottoposto a ulteriori vincoli. Sono questi i principali elementi del compromesso che le due commissioni hanno sostanzialmente avallato nei loro pareri, in attesa dei prossimi passaggi parlamentari.

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