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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Auto alluvionate, l’effetto Isaias riapre una falla da 530mila veicoli

Quasi 50mila mezzi danneggiati dall’uragano rischiano di alimentare un mercato già esposto a frodi e problemi di sicurezza.

Il passaggio dell’uragano Isaias, che il 9 ottobre ha provocato allagamenti in numerosi piazzali commerciali e concessionarie, riaccende negli Stati Uniti il timore legato alla vendita di automobili danneggiate da acqua e fango. Il nuovo possibile afflusso riguarda quasi 50mila mezzi lungo la costa del Golfo e nel sud-est del Paese, in un mercato dove sarebbero già presenti tra 450mila e 530mila veicoli con precedenti danni da inondazione.

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Un mercato già pieno di vetture sommerse

Secondo le stime ottenute incrociando gli archivi storici di Carfax, i dati della National Insurance Crime Bureau e le informazioni dei principali operatori logistici e marittimi, ogni anno circa la metà delle auto colpite dalle alluvioni torna in vendita negli Stati Uniti. Il numero complessivo varia in relazione alla violenza della stagione degli uragani.

Molti di questi veicoli ricompaiono nelle aste riservate agli operatori del settore dopo essere stati sistemati soltanto nell’aspetto esterno. Il problema non è limitato al valore commerciale: acqua e fango possono compromettere impianto elettrico, cablaggi e sistemi di sicurezza, creando rischi anche quando l’auto appare efficiente.


Il trucco del certificato ripulito

Una delle modalità più utilizzate per rimettere in circolazione i mezzi è il cosiddetto lavaggio del certificato di proprietà. Dopo l’acquisto nelle aste dei veicoli destinati alla demolizione, i mezzi vengono trasferiti in Stati con procedure meno rigide sulla provenienza e sulla registrazione dei danni.

Auto provenienti, per esempio, da Florida o Texas possono essere spostate verso Illinois o Pennsylvania. In questo modo i venditori tentano di ottenere documenti apparentemente regolari, cancellando o attenuando la traccia dell’alluvione e rendendo più difficile per l’acquirente riconoscere il passato del veicolo.

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Dalle coste Usa ai mercati esteri

Gli uragani più intensi incidono anche sulle esportazioni di rottami automobilistici. Le analisi dei flussi portuali, comprese quelle riferite ai grandi vettori come Maersk, segnalano aumenti compresi tra il 10% e il 15% nei volumi spediti dagli Stati Uniti all’interno di container.

Centinaia di migliaia di auto dichiarate irrecuperabili a causa dell’acqua vengono caricate, anche quattro o cinque per container, nei porti della costa orientale e del Golfo. Le destinazioni comprendono l’Africa occidentale, con Paesi come Nigeria e Ghana, il Medio Oriente, l’Europa orientale, tra cui Georgia e Ucraina, e l’Asia centrale.


Riparazioni economiche, rischi elevati

In questi mercati il costo della manodopera rende conveniente recuperare automobili che negli Stati Uniti sono state considerate distrutte. Smontaggio, asciugatura e ripristino dei cablaggi possono essere eseguiti a prezzi contenuti, così come gli interventi sulla carrozzeria.

La convenienza economica, tuttavia, si contrappone ai pericoli legati a riparazioni incomplete o non dichiarate. L’eventuale arrivo di altre decine di migliaia di veicoli danneggiati da Isaias rischia quindi di alimentare sia il commercio interno delle auto con documenti alterati sia il loro trasferimento verso mercati esteri.

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