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Atessa accelera: il piano Stellantis vale oltre un miliardo

Il polo abruzzese aumenta i volumi, archivia il contratto di solidarietà e si prepara ai nuovi veicoli commerciali dal 2027.

Lo stabilimento Stellantis di Atessa rafforza il proprio peso nel sistema produttivo italiano. Per la Fim-Cisl, la crescita registrata e gli investimenti annunciati ne confermano la rilevanza strategica, anche se resta da ampliare ulteriormente la capacità complessiva del sito.


Il futuro passa dai nuovi furgoni

Dal 2027 Atessa dovrebbe accogliere la produzione della prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Il progetto rientra nel piano industriale del gruppo e prevede risorse superiori a un miliardo di euro nell’arco dei prossimi cinque anni.

Il complesso abruzzese è coinvolto nel programma Pro One, dedicato ai mezzi da lavoro. La fabbrica realizzerà modelli a più alimentazioni destinati ai marchi Citroën, Fiat Professional, Opel, Peugeot, Vauxhall e Toyota.


Volumi in salita ad Atessa

Tra gennaio e settembre 2026 sono usciti dalle linee dello stabilimento 133.800 veicoli commerciali. Il confronto con le 114.060 unità dello stesso intervallo del 2025 restituisce un aumento del 17,3%, dato riportato nell’analisi Fim-Cisl firmata dal segretario generale Ferdinando Uliano.

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La fabbrica contribuisce per il 39,3% alla produzione complessiva realizzata da Stellantis in Italia. Ad Atessa vengono assemblati Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel e Vauxhall Movano, oltre a Toyota Proace Max.


Più lavoro, meno ammortizzatori

Il risultato locale si inserisce in una dinamica positiva dell’intero gruppo nel Paese. Nei primi nove mesi dell’anno Stellantis ha costruito 340.745 tra automobili e veicoli commerciali, contro le 265.490 unità del 2025: la variazione è del 28,3%. Considerando separatamente i comparti, le autovetture hanno segnato un +36,7%, mentre i veicoli commerciali sono aumentati del 17,3%.

La Fim-Cisl segnala anche una ripresa parziale del terzo turno, insieme a un incremento della produzione quotidiana. Da luglio, inoltre, non viene più applicato il contratto di solidarietà che interessava circa 200 dipendenti, mentre il rafforzamento futuro del sito resta legato alla piena valorizzazione degli investimenti previsti.

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