Antonelli verso il titolo: il tifo italiano oltre il rosso
Dopo 73 anni un pilota italiano può tornare campione, mentre Fornaroli e Minì completano il trio in pista in Messico
Kimi Antonelli è vicino a riportare un italiano al titolo mondiale di Formula 1 dopo 73 anni. Il pilota della Mercedes potrebbe riuscirci domenica, lontano dalla Ferrari e dal tradizionale legame tra il pubblico italiano e il colore rosso.
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Una lunga attesa italiana
L’ultimo campione italiano risale al 1953, quando Alberto Ascari conquistò il secondo titolo consecutivo. Prima di lui Giuseppe Farina aveva inaugurato l’albo d’oro nel 1950, in una fase in cui piloti e industria nazionale occupavano il centro della scena.
In seguito, però, la presenza italiana ai vertici si è ridotta. Le tragedie di Piero Taruffi, Luigi Musso e Lorenzo Bandini alimentarono anche critiche molto dure verso Enzo Ferrari e verso il costo umano delle corse. Dopo l’incidente di Bandini a Monaco nel 1967, Ferrari avrebbe deciso di non affidarsi più a piloti italiani: il racconto fu riferito anni dopo da Mario Andretti.
Michele Alboreto rappresentò una delle poche eccezioni di rilievo. Nel frattempo le squadre britanniche avevano cambiato il volto della Formula 1, con vetture più leggere e il motore collocato alle spalle del pilota. Ferrari rimase il simbolo più forte, ma non fu più il principale percorso per un corridore italiano diretto verso il mondiale.
Antonelli e gli altri italiani
Antonelli ha vent’anni ed è cresciuto lontano da Maranello, dopo essere stato scartato da Ferrari quando era ancora bambino. La sua possibile affermazione con Mercedes avrebbe quindi un valore particolare: il nuovo campione italiano, se il titolo arrivasse, vestirebbe il colore delle Frecce d’argento e non quello della Rossa.
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Il fine settimana in Messico offrirà inoltre un’immagine rara. Nelle prove libere dell’Autodromo Hermanos Rodríguez saranno presenti tre piloti italiani: Antonelli, Leonardo Fornaroli con McLaren e Gabriele Minì con Alpine. Per Minì si tratterà dell’esordio in una sessione ufficiale di Formula 1, mentre Fornaroli aveva già partecipato alle prime prove a Barcellona e Budapest.
Per ritrovare tre italiani in pista bisogna tornare al 2011, in Malesia. Allora correvano i titolari Vitantonio Liuzzi, con HRT, e Jarno Trulli, con Lotus; insieme a loro c’era il collaudatore Davide Valsecchi.
Il possibile successo di Antonelli non cancellerebbe il rapporto tra gli appassionati e Ferrari. Il rosso conserva una tradizione più lunga delle singole generazioni e continuerà a essere il riferimento principale del tifo nazionale. Un titolo conquistato da Antonelli, però, potrebbe affiancare a quella consuetudine un nuovo centro d’interesse.
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