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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Antonelli, il retroscena del padre: «Voleva proteggermi»

Alla vigilia del Gran Premio degli Stati Uniti, il pilota italiano ha raccontato il sostegno della famiglia e l’importanza decisiva di Mercedes nella sua carriera.

Prima ancora che Andrea Kimi Antonelli iniziasse a correre, suo padre Marco avrebbe preferito tenerlo lontano dalle competizioni. Il timore era legato soprattutto alle difficoltà economiche e alle delusioni già vissute in prima persona, ma la passione del figlio lo ha convinto a cambiare idea.

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Il dubbio di papà Marco

Parlando in conferenza stampa prima del Gran Premio degli Stati Uniti, Antonelli ha descritto il padre come il principale punto di riferimento nel percorso che lo ha portato ai vertici della Formula 1. Marco, insieme alla madre e al resto della famiglia, continua a seguirlo anche in una stagione particolarmente importante, conciliando il lavoro con la presenza alle gare.

«Mio padre è la mia roccia», ha raccontato il pilota italiano, spiegando che da bambino riceveva da lui consigli soprattutto sulle corse, mentre oggi il rapporto si concentra maggiormente sulle lezioni di vita. La sua presenza, ha aggiunto, rappresenta un sostegno essenziale durante un’annata così significativa.

L’opposizione iniziale nasceva dalle esperienze personali di Marco. In passato aveva tentato di costruirsi una carriera agonistica senza poter contare su un adeguato appoggio finanziario; non riuscendo a proseguire, aveva poi fondato una propria scuderia. Per questo non voleva che il figlio affrontasse le stesse difficoltà, ma la determinazione del giovane Antonelli lo ha spinto a offrirgli un’opportunità.

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Mercedes ha cambiato la storia

Nel racconto del pilota, il ruolo di Mercedes è stato altrettanto decisivo. La casa tedesca ha creduto in lui fin dagli anni del karting, garantendogli quelle risorse necessarie per continuare a competere e accompagnandolo nella crescita sportiva.

«Sarò sempre molto grato alla Mercedes: senza il loro sostegno oggi non sarei qui», ha detto Antonelli, ricordando come il progetto della squadra abbia reso possibile il suo cammino verso la Formula 1. Il supporto economico, in particolare, ha avuto un peso centrale in uno sport dai costi elevati.

Nelle prossime settimane, il pilota potrebbe festeggiare il titolo mondiale a soli 21 anni. Se riuscisse nell’impresa, interromperebbe un’attesa italiana lunga 73 anni: l’ultimo campione del mondo italiano era stato Alberto Ascari, vincitore con Ferrari nel 1953.

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