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Motori 2 min di lettura1 ott

Adas, la sicurezza non finisce con l’acquisto: la richiesta di AICA

Mauro Severi sollecita accesso ai dati tecnici e verifiche periodiche per garantire l’efficienza dei sistemi di assistenza alla guida nel tempo.

Con il passare degli anni, anche i dispositivi elettronici che aiutano a guidare possono perdere affidabilità. Per questo Mauro Severi, presidente di AICA, chiede che i sistemi Adas siano sottoposti a controlli obbligatori e che le informazioni tecniche necessarie alla loro manutenzione siano rese disponibili agli operatori.


L’età dell’auto cambia le garanzie

Telecamere, sensori, centraline e schede elettroniche lavorano per anni in condizioni spesso difficili. Calore, esposizione prolungata al sole e sollecitazioni legate all’utilizzo quotidiano possono influire sulle prestazioni dei componenti, con possibili conseguenze sui dispositivi che contribuiscono alla sicurezza del veicolo.

Durante il secondo incontro di Autopromotec - I dialoghi, organizzato nella sede dell’Aci a Roma, Severi ha quindi sostenuto l’estensione dei controlli periodici anche agli Adas. “È necessario che, come esiste obbligatorietà per altri sistemi, venga fatto anche per tutti i sistemi di sicurezza Adas che vengono inseriti nell’automobile”, ha affermato.


Dati tecnici ancora troppo difficili da ottenere

La verifica, secondo il presidente di AICA, non può prescindere dalla possibilità per le officine e per gli altri addetti ai lavori di conoscere il funzionamento del veicolo. Senza dati completi e accessibili, infatti, diventa più complicato intervenire, diagnosticare eventuali anomalie e certificare l’efficienza dei sistemi di assistenza.

Severi ha richiamato anche il ruolo del legislatore, indicando la necessità di garantire agli operatori le informazioni indispensabili per la riparazione e la manutenzione. Il problema, ha osservato, riguarda un settore nel quale chi acquista un’auto non sempre dispone di una conoscenza sufficiente di ciò che sta utilizzando.

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Regole e prevenzione davanti all’innovazione

L’intervento si è svolto nell’ambito dell’incontro dedicato al rapporto tra Adas, manutenzione e cultura della prevenzione nell’epoca dell’auto intelligente. Per Severi, le associazioni devono coordinare le competenze delle imprese, portarne le esigenze al confronto con istituzioni ed enti e contribuire alla definizione di norme applicabili e sostenibili.

Il presidente AICA ha inserito la questione in una trasformazione più ampia della mobilità, che comprende la transizione energetica, lo sviluppo tecnologico e il potenziamento delle infrastrutture. La riduzione dell’uso dell’automobile, ha spiegato, non può essere l’unica risposta: “Noi con l’automobile ci dobbiamo convivere ancora”.


La filiera italiana resta centrale

Nel confronto romano è emerso infine il peso delle aziende italiane che realizzano attrezzature, componenti e strumenti per la manutenzione e la sicurezza dei veicoli. Severi ha rivendicato la posizione di rilievo del comparto, sottolineando che il Paese dispone di competenze importanti anche per accompagnare l’auto durante tutto il suo ciclo di vita.

AICA, Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature, rappresenta le imprese attive nella produzione di tecnologie e apparecchiature destinate all’autoriparazione e alla manutenzione. L’organizzazione partecipa al dibattito su sicurezza, innovazione ed evoluzione del settore, con attenzione anche alle esigenze degli utilizzatori finali.

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