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Motori 2 min di lettura27 min fa

A390, vendite sotto le attese: Alpine sceglie la strada lunga

Il SUV elettrico procede a circa 250 unità mensili, ma Renault guarda soprattutto alla conquista di nuovi clienti e alla solidità futura del marchio.

L’80% di chi ha scelto la Alpine A390 non aveva mai acquistato un modello Alpine né una vettura del Gruppo Renault. Per Philippe Krief, amministratore delegato del marchio, questo dato indica che il modello sta raggiungendo un pubblico nuovo, anche se i risultati commerciali iniziali sono inferiori alle previsioni.

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Alpine punta sulla crescita graduale

Oggi la A390 vende circa 250 esemplari al mese, un ritmo che non soddisfa le ambizioni iniziali. François Provost, alla guida del Gruppo Renault, non considera però il dato un motivo di allarme: secondo lui, le stime potrebbero essere state fissate su livelli troppo elevati e il potenziale del marchio va valutato con maggiore prudenza.

La priorità, ha spiegato Provost, è proteggere l’identità di Alpine, il suo valore e il rapporto con i clienti, invece di inseguire risultati immediati. L’orizzonte della strategia si sviluppa su circa vent’anni e comprende tempo, investimenti e una collocazione commerciale coerente.


Il prezzo pesa sulla scelta finale

La A390, lanciata alla fine dello scorso anno per sfidare anche la Porsche Macan elettrica, sembra attirare l’attenzione degli automobilisti interessati alle sportive di alta gamma. Il problema, secondo Provost, emerge soprattutto quando arriva il momento di concludere l’acquisto.

A rendere più competitivi alcuni modelli tedeschi concorrono sconti più consistenti e condizioni più favorevoli sul valore residuo delle vetture. Di conseguenza, le rate mensili possono risultare più convenienti rispetto a quelle proposte per la Alpine, influenzando la decisione dei potenziali clienti.

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Il modello deve ancora completarsi

Krief mantiene comunque fiducia nelle prospettive della A390 e ha ricordato che il veicolo non è stato proposto fin dall’inizio in tutti i Paesi dove Alpine è presente. Inoltre, al momento del debutto mancavano ancora entrambe le configurazioni GT e GTS, un elemento che può avere inciso sulla capacità di raggiungere più acquirenti.

La dirigenza ha indicato anche il rinvio dello sbarco di Alpine negli Stati Uniti come un altro segnale di un’impostazione prudente. Provost si aspetta una crescita delle consegne, ma ritiene che un volume più basso del previsto non sarebbe necessariamente negativo se il marchio riuscisse a conservare riconoscibilità e soddisfazione della clientela.


L’esempio incoraggiante della A290

Nel valutare il percorso della A390, Krief ha richiamato il caso della A290. Anche la compatta aveva iniziato con numeri contenuti, prima di migliorare la propria risposta commerciale.

La casa considera quindi la capacità di attirare nuovi clienti un indicatore importante quanto il totale delle immatricolazioni. La A390, insieme alla A290, resta infatti uno dei pilastri del progetto con cui Alpine vuole ampliare la gamma e diventare un marchio specializzato in vetture elettriche ad alte prestazioni.

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