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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Zucchero, il momento peggiore non è quello che immagini

La quantità conta, ma anche l’orario e la forma: Annamaria Colao chiarisce quali zuccheri limitare e dove si nascondono più spesso.

Il momento in cui si mangia può cambiare la risposta dell’organismo agli zuccheri. Le analisi disponibili indicano infatti che la glicemia tende a salire molto di più durante la notte rispetto alle ore diurne, mentre anticipare i pasti sembra favorire un controllo migliore dei parametri glicemici.

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La sera aumenta il rischio glicemico

Secondo Annamaria Colao, docente di Endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università Federico II di Napoli, al mattino si può inserire una quota leggermente maggiore di carboidrati. Questo suggerimento, però, non autorizza a consumare senza limiti dolci o prodotti ricchi di zuccheri.

Gli zuccheri liberi, precisa l’endocrinologa, non possono essere considerati un alimento salutare in nessun momento della giornata. La fascia notturna rappresenta comunque quella più delicata, perché in quelle ore la risposta glicemica dopo aver mangiato risulta più elevata.


Fruttosio, conta soprattutto la fonte

Il fruttosio non va valutato in modo automatico come una sostanza nociva. Quando arriva dalla frutta, dove è presente naturalmente, non costituisce di per sé un veleno; il problema cambia in base alla quantità e al prodotto che lo contiene.

Una quota di fruttosio è presente anche nel saccarosio, mentre l’assunzione più insidiosa è spesso legata alle bevande consumate con leggerezza. Bibite zuccherate, tè e caffè dolcificati possono apportarne quantità rilevanti senza dare una percezione immediata del loro contenuto.

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Gli zuccheri nascosti nel carrello

Anche chi evita torte e biscotti può introdurre zuccheri senza accorgersene. Tra gli alimenti da controllare ci sono condimenti pronti, salse, alcuni cereali da colazione, yogurt aromatizzati, barrette e numerosi prodotti da forno industriali.

Particolare attenzione va riservata alla forma liquida, presente anche nelle bevande energetiche. Sulle etichette è utile cercare non soltanto la parola zucchero, ma anche saccarosio, glucosio, fruttosio e sciroppi: tutte queste voci contribuiscono al totale giornaliero. Anche miele e sciroppi, infatti, rientrano tra gli zuccheri liberi individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.


Il limite indicato dall’Oms

Le raccomandazioni internazionali chiedono di mantenere gli zuccheri liberi al di sotto del 10 per cento dell’energia assunta ogni giorno. L’obiettivo preferibile sarebbe ancora più basso, sotto il 5 per cento.

Il calcolo deve quindi comprendere anche le fonti meno evidenti e non soltanto i dolci riconoscibili. L’articolo è pubblicato sul numero 42 di Vanity Fair, in edicola fino al 13 ottobre 2026.

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