8.000Lettori online ora
Lifestyle 3 min di lettura30 set

Zendaya, il pixie cut e la regola che la rende unica

Dalla nuova immagine agli anni di carriera, l’attrice racconta profumi, trasformazioni e personaggi senza mai rinunciare alla propria autenticità.

Un taglio cortissimo ha completato il look di Zendaya agli ultimi Emmy Awards, dove l’attrice ha catalizzato l’attenzione con un abito Prada su misura color argento, interamente decorato di cristalli. La scelta del pixie cut, inattesa e decisa, ha lasciato spazio all’abito e confermato la sua capacità di cambiare immagine mantenendo riconoscibile il proprio stile.

A 30 anni, appena diventata moglie di Tom Holland, Zendaya ha ricevuto la terza candidatura agli Emmy per il ruolo di Rue in Euphoria, dopo i premi conquistati nel 2020 e nel 2022. La sua influenza, però, non si limita alla recitazione: è ormai considerata un’icona della moda e il volto internazionale della fragranza Prada Paradoxe.


Il profumo come macchina del tempo

Il legame dell’attrice con le fragranze nasce dai ricordi familiari. Il primo porta alla nonna e a una cassettiera piena di boccette che Zendaya, da bambina, provava di nascosto. Ancora oggi, pur non ricordando il nome di quella fragranza, sostiene che saprebbe riconoscerla immediatamente.

I profumi, ha spiegato, sono capaci di riannodare rapporti con chi non c’è più e di creare intimità con le persone vicine. La sorella, maggiore di diciotto anni, le insegnava a sovrapporre diverse essenze per mantenerne l’effetto durante la giornata. Anche alcune note floreali sono associate a passaggi precisi della sua vita: il gelsomino agli anni del diploma, la gardenia al momento in cui ha iniziato a vivere da sola.

La scoperta di Prada Paradoxe è avvenuta prima ancora della collaborazione con la maison. Zendaya lo aveva provato al Met Gala, perché era il profumo abituale della sua migliore amica, e quella sera aveva ricevuto numerosi complimenti. Da allora lo considera la sua fragranza personale e porta spesso con sé un formato ridotto.

«Quando Prada mi ha contattata, ho pensato: “Ma davvero?”. Mi è sembrato un segnale», ha raccontato parlando dell’inizio del rapporto con il marchio. Tra le nuove versioni ha apprezzato Prada Paradoxe Sweet Chemistry, dalla dolcezza delicata e non invadente, mentre continua a preferire Paradoxe Intense, caratterizzato da sfumature più calde.


Cambiare senza perdersi

La campagna della fragranza ruota attorno a un’idea precisa: essere sempre diversi senza smettere di essere se stessi. Zendaya la sente vicina al proprio percorso, perché il lavoro le chiede di attraversare caratteri e identità differenti. I personaggi modificano il modo in cui si presenta, ma non cancellano la sua autenticità.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Per l’attrice, crescere significa anche accettare le proprie trasformazioni. Il concetto associato a Paradoxe diventa così un modo per osservare le diverse fasi dell’esistenza e le molte versioni che possono convivere nella stessa persona.

La campagna è stata diretta da Barry Jenkins, regista con cui Zendaya ha costruito un rapporto di amicizia durante un altro progetto. L’esperienza le ha permesso di lavorare con un autore che ammira e di anticipare, almeno in parte, l’atmosfera di una futura collaborazione sul set. Di Jenkins apprezza soprattutto il modo intimo e autentico con cui mette i suoi personaggi al centro della storia.

Anche il mestiere dell’attrice, secondo Zendaya, produce effetti nella vita privata. Alcuni ruoli possono avere una funzione liberatoria e aiutare a lasciare andare emozioni o pensieri. Ogni personaggio, inoltre, le offre una lezione: talvolta le mostra quale strada seguire, altre volte quale evitare.


La sfida resta la sua bussola

Zendaya sceglie consapevolmente ruoli che non permettono di inserirla in una categoria unica. Cerca storie capaci di coinvolgere lei e il pubblico, soprattutto quando il personaggio non è facile da comprendere al primo sguardo.

«Mi interessa affrontare parti che mi mettono un po’ in difficoltà», ha detto. Il suo obiettivo è rendere i personaggi comprensibili e permettere agli spettatori di guardare il mondo dal loro punto di vista, anche quando le loro esperienze sono lontane.

La soddisfazione più grande arriva proprio dal confronto con ciò che non ha ancora fatto. Dopo i numerosi progetti realizzati nell’ultimo periodo, compreso il terzo capitolo di Dune, Zendaya continua a considerare l’incertezza una spinta creativa: ogni nuova trasformazione può diventare un altro modo per restare fedele a se stessa.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere