Woolrich cambia rotta: dal 2027 stop alle pellicce
La nuova proprietà BasicNet porterà il marchio a eliminare dalle collezioni ogni nuovo capo con pelliccia animale entro la fine del 2026.
La svolta di Woolrich Europe arriva dopo una lunga mobilitazione internazionale: il marchio ha scelto di abbandonare l’impiego di pellicce animali. La decisione è stata comunicata insieme alla Fur Free Alliance, rete che riunisce 45 organizzazioni impegnate nella tutela degli animali.
Il passaggio avrà una scadenza precisa. Entro il 31 dicembre 2026 l’azienda interromperà la produzione di nuovi articoli contenenti pelliccia; dal 2027, quindi, tutte le collezioni inedite saranno realizzate senza questo materiale.
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La pressione degli animalisti ha pesato
L’annuncio è arrivato dopo l’invio di più di 200.000 messaggi elettronici all’azienda e dopo diverse iniziative pubbliche organizzate davanti ai negozi Woolrich in varie città europee. La mobilitazione ha accompagnato la richiesta di un impegno concreto contro l’uso di pellicce animali.
Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance, ha sottolineato il valore simbolico della scelta, ricordando che Woolrich nacque producendo cappotti con bordi in pelliccia destinati ai cacciatori di animali da pelliccia. «È particolarmente significativo che un marchio con questa storia scelga oggi di rinunciarvi», ha commentato.
BasicNet imprime la nuova direzione
Il cambio di strategia è legato anche all’avvicendamento societario. Woolrich Europe è passata da L-Gam, fondo d’investimento con sede in Lussemburgo, a BasicNet, nuovo proprietario del marchio.
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L’intesa tra le parti stabilisce il calendario della transizione: la produzione dei nuovi capi con pelliccia dovrà cessare entro la fine del 2026. L’impegno riguarda le collezioni future, che a partire dall’anno successivo non includeranno più articoli di questo tipo.
L’Europa discute il futuro del settore
La decisione di Woolrich si inserisce in una fase delicata per l’industria della pellicceria nel continente. La Commissione europea sta esaminando le possibili risposte all’Iniziativa dei cittadini europei «Fur Free Europe».
La proposta ha superato quota 1,5 milioni di firme e chiede all’Unione europea di vietare sia l’allevamento di animali destinati alla produzione di pellicce sia la vendita di prodotti realizzati con questo materiale. Il confronto a livello europeo potrebbe dunque incidere sulle scelte future dell’intero comparto.
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