Windsor, la prova d’unità dei reali: tutti insieme per l’Oman
Carlo, Camilla, William e Kate hanno accolto il sultano Haitham a Windsor, tra cerimonie solenni, oggetti storici e una cena costruita per unire tradizioni britanniche e omanite.
La monarchia britannica ha scelto di presentarsi al completo nel momento di maggiore attenzione sui rapporti interni alla famiglia reale. Carlo III, Camilla, William e Kate hanno partecipato al banchetto organizzato al castello di Windsor in onore del sultano dell’Oman Haitham bin Tarik Al Said, accompagnato dal figlio maggiore e principe ereditario Sayyid Theyazin bin Haitham.
La visita di Stato, della durata di tre giorni, ha riportato al centro della scena il principe e la principessa del Galles. La loro presenza accanto al re e alla regina è arrivata mentre le dichiarazioni di Harry sul desiderio di ritrovare la pace hanno riacceso l’attenzione sulle tensioni ancora esistenti con i familiari.
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William sempre più centrale nel protocollo
È stato William a ricevere per primo il sovrano omanita, in tarda mattinata, nella residenza londinese del sultano. L’incontro è avvenuto per conto di Carlo III, prima del trasferimento congiunto verso Windsor, e ha sottolineato il peso crescente degli incarichi affidati al principe di Galles.
Haitham bin Tarik era arrivato il giorno precedente all’aeroporto di Stansted senza la moglie Sayyida Ahad. Al suo fianco c’era invece il figlio Theyazin. Durante la giornata ufficiale, il re e la regina hanno accolto l’ospite sotto la struttura predisposta a Windsor per la cerimonia, mentre colpi di saluto venivano sparati a Home Park e alla Torre di Londra.
Il sultano ha poi raggiunto il castello in carrozza insieme a Carlo, Camilla, William e Kate. Nel Quadrangolo, la guardia d’onore e la banda reggimentale hanno accompagnato l’esecuzione degli inni dei due Paesi; in seguito Carlo e Haitham hanno passato in rassegna i militari e assistito alla parata.
Una cena tra storia e diplomazia
Il banchetto si è svolto nella St. George’s Hall davanti a 160 invitati. Tra i presenti figuravano anche la principessa Anna con il viceammiraglio Sir Tim Laurence, il duca e la duchessa di Gloucester, oltre ad Andy Burnham, al suo primo appuntamento di questo tipo da primo ministro. Il programma aveva previsto anche un pranzo nella sala da pranzo di Stato, con la partecipazione dei duchi di Edimburgo.
La preparazione della sala ha richiesto quattro giorni. La tavola, lunga circa 50 metri, è stata apparecchiata con 480 coltelli, 480 forchette e 160 cucchiai, insieme alla grande collezione di argenti dorati commissionata da Giorgio IV, che comprende più di 4.000 elementi.
Tra gli ornamenti è comparso per la prima volta il monogramma di Carlo III sul contenitore del sale. Al centro della sala è stato collocato un candelabro a dodici bracci con San Giorgio e il drago, realizzato su commissione di Guglielmo IV nel 1833. La decorazione comprendeva anche melograni raccolti dall’albero piantato circa cinquant’anni fa dal principe Filippo sulla Terrazza Est del castello.
Il clima particolarmente mite ha favorito la produzione dei frutti, utilizzati insieme a rose, dalie, ortensie, ciclamini e verbene provenienti dai giardini di Buckingham Palace. Windsor è stato scelto anche perché Buckingham Palace è interessato da un vasto intervento di restauro che coinvolge gli spazi destinati alle cerimonie ufficiali.
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Il menù parla di due Paesi
La cucina reale ha proposto un percorso centrato sulle specialità del Regno Unito. L’apertura era affidata a scampi scozzesi e granchio della Cornovaglia, mentre il piatto principale consisteva in fagiano di Windsor cotto in casseruola con cavolo ripieno.
Per chiudere la cena sono state servite porzioni individuali di dolce a base di gelato e meringa, accompagnate da prugne di Balmoral e gelato al miele prodotto nella tenuta di Windsor. Haitham ha scelto di brindare con una bevanda senza alcol, seguendo un’abitudine condivisa da altri membri della delegazione omanita.
Anche il digestivo è stato pensato come un punto d’incontro tra le due culture. Il castello ha proposto una rilettura analcolica della Kahwa, il caffè speziato tradizionale dell’Oman, con cardamomo, rosa, datteri e spezie leggere, oltre a tè britannici e miele di Windsor.
Dai dipinti ai gioielli dell’Oman
Nel corso della visita, il re ha accompagnato il sultano in una mostra allestita nella sala verde del castello. Tra i materiali esposti c’erano il resoconto del viaggio a Mascate compiuto nel 1775 da Abraham Parsons, una tiara donata dall’Oman alla regina Vittoria per l’incoronazione del 1838 e un medaglione d’oro del 1647 appartenuto a Elisabetta I.
Carlo ha inoltre mostrato due acquerelli realizzati durante il suo viaggio in Oman del 1995. «Questi sono due dei miei quadri», ha spiegato al sultano, che ha risposto: «Bene». Kate, avvicinandosi alle opere, le ha presentate agli ospiti definendo il sovrano «un bravissimo acquerellista».
L’appuntamento ha richiesto un imponente apparato di sicurezza. La polizia della Thames Valley ha impiegato agenti armati, unità a cavallo, specialisti e pattuglie stradali, mentre lungo i percorsi sono state installate barriere contro i veicoli e rafforzata la sorveglianza tramite le telecamere cittadine.
La visita proseguirà mercoledì 21 ottobre con l’incontro tra Haitham bin Tarik e il primo ministro Andy Burnham al numero 10 di Downing Street. Il programma prevede anche un ulteriore impegno istituzionale del duca di Gloucester, ma il testo disponibile si interrompe prima di fornire i dettagli conclusivi.
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