È morta Kyle Kennedy: dalla scuola alla battaglia per la disabilità
La nipote di Robert F. Kennedy aveva 42 anni e aveva trasformato la propria esperienza dopo una lesione al midollo spinale in un impegno per l’inclusione
Kyle Kennedy, figlia di Michael Kennedy e nipote di Robert F. Kennedy, è morta il 21 settembre a 42 anni nella sua abitazione di Westwood, in Massachusetts. Il necrologio non chiarisce ancora le cause del decesso.
La sua vita professionale e civile si era sviluppata tra l’insegnamento, le politiche scolastiche e la difesa delle persone con disabilità. Dopo una grave lesione al midollo spinale, avvenuta nel 2020, aveva infatti ampliato il proprio impegno sul fronte dell’accessibilità e dei diritti.
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Una carriera dedicata all’istruzione
Kennedy lavorava come insegnante e sosteneva una trasformazione del sistema educativo. Al centro delle sue iniziative c’era soprattutto la necessità di garantire maggiori opportunità ai bambini provenienti da contesti svantaggiati.
Aveva studiato storia alla Georgetown University, per poi conseguire una laurea magistrale in scienze dell’educazione alla Pace University. Successivamente aveva frequentato Harvard, dove si era concentrata sulle politiche e sulla gestione dell’istruzione.
Dalla lesione alla difesa dei diritti
Nel 2020 una lesione al midollo spinale le aveva causato la paralisi. Da quel momento Kennedy aveva rivolto una parte significativa della sua attività alla tutela delle persone con disabilità, con particolare attenzione alle difficoltà nell’accesso alle cure.
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Era intervenuta anche davanti all’Assemblea legislativa del Massachusetts durante un’udienza sulle discriminazioni subite dai pazienti con disabilità nel sistema sanitario. La sua testimonianza si inseriva nel percorso di advocacy avviato dopo l’incidente.
La famiglia e gli ultimi anni
Nel 2012 aveva sposato Liam Kerr. La coppia aveva avuto due gemelli, Conor e Josie, ma la bambina era morta poco dopo la nascita. Due anni più tardi era nato il loro terzo figlio, Declan.
Nel necrologio Liam Kerr viene indicato come il suo «ex marito». Kennedy lascia dunque tre figli e una storia segnata dall’impegno nell’educazione e dalla mobilitazione per una maggiore tutela delle persone con disabilità.
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