9.000Lettori online ora
Lifestyle 2 min di lettura2 ore fa

WhatsApp, cosa possono controllare i genitori senza leggere le chat

Le nuove impostazioni per adolescenti consentono di gestire visibilità, gruppi, Stato, Canali e Meta AI lasciando protetti messaggi e chiamate private.

Per le famiglie arriva un modo più preciso per accompagnare l’uso di WhatsApp da parte degli adolescenti: si possono fissare limiti e ricevere informazioni su alcune attività, ma senza accedere alle conversazioni. Il sistema punta così a conciliare supervisione e riservatezza.

Le impostazioni sono facoltative e restano nelle mani dei genitori, che possono modificarle o disattivarle quando lo ritengono opportuno. WhatsApp prevede inoltre un’introduzione graduale degli strumenti, destinati a essere perfezionati anche grazie ai suggerimenti delle famiglie.


La privacy delle chat resta intatta

Il controllo non consente di leggere i messaggi né di ascoltare le telefonate. Le comunicazioni continuano infatti a essere protette dalla crittografia completa da un capo all’altro, che impedisce anche a WhatsApp di accedere ai contenuti scambiati tra gli utenti.

L’intervento dei genitori riguarda invece alcune impostazioni dell’account. Tra queste rientrano la scelta delle persone autorizzate a vedere la foto del profilo e quella degli utenti che possono inserire l’adolescente in un gruppo.

Se il ragazzo prova a rendere meno severa una regola stabilita dalla famiglia, la modifica può diventare effettiva soltanto dopo l’autorizzazione del genitore. Per confermare il cambio viene utilizzato un PIN, cioè un codice numerico scelto per proteggere le impostazioni di supervisione.


Gruppi sotto osservazione, non le conversazioni

I genitori possono decidere di ricevere un avviso quando il figlio entra in un gruppo oppure lo abbandona. È prevista anche una segnalazione nel caso in cui il numero dei partecipanti a un gruppo frequentato dal ragazzo aumenti in modo rilevante.

Questi avvisi offrono un quadro delle comunità digitali in cui l’adolescente si muove, ma non rivelano con chi stia parlando né il contenuto degli scambi. La supervisione si ferma quindi alle attività che circondano le chat, senza trasformarsi in accesso diretto alla vita privata.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Anche Stato, Canali e Meta AI

Le nuove regole si applicano anche allo Stato di WhatsApp, dove foto, video e messaggi rimangono disponibili per 24 ore. La famiglia può stabilire chi è autorizzato a vedere ciò che pubblica il ragazzo e quali aggiornamenti condivisi da altri può visualizzare.

Sono presenti opzioni di gestione anche per i Canali, con la possibilità di decidere quali funzioni lasciare attive. In questo modo il genitore può modulare l’esperienza dell’adolescente senza dover controllare singolarmente ogni contenuto.

Un’impostazione specifica riguarda Meta AI, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale. Per gli utenti dai 13 anni è prevista una configurazione standard, mentre la famiglia può optare per il livello più prudente denominato “Contenuti limitati”.


Regole diverse per ogni famiglia

WhatsApp non propone un’unica soglia di controllo valida per tutti. Le impostazioni possono essere adattate alle esigenze del nucleo familiare e cambiate nel tempo, mantenendo comunque distinta la supervisione dalle comunicazioni personali.

L’obiettivo è offrire ai genitori alcuni strumenti per seguire l’ambiente digitale frequentato dai figli, senza sostituire la loro privacy con la lettura delle chat. L’attivazione progressiva delle funzioni consentirà inoltre di raccogliere ulteriori indicazioni sull’utilizzo concreto da parte delle famiglie.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere