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Lifestyle 4 min di lettura4 ore fa

Vivere più a lungo non basta: la lezione di Benedetta Spada

La salute nasce dall’incontro tra biologia, convinzioni, relazioni e cultura: la prospettiva di Benedetta Spada sulla longevità consapevole.

La longevità non coincide soltanto con il numero degli anni vissuti. Per Benedetta Spada riguarda anche la capacità di conservare desiderio, curiosità, legami e senso di utilità, senza trasformare l’invecchiamento in una guerra contro il tempo.

Autrice, naturopata, insegnante di yoga e studiosa di salute integrata, Spada da circa dieci anni approfondisce i rapporti tra processi psicologici, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario. La sua ricerca è confluita nel libro “La longevità si impara”, pubblicato da Terra Nuova Edizioni, con la prefazione del dottor Marco Del Prete e la postfazione di Licia Fertz.

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La salute non è solo biologia

Secondo Spada, il corpo non può essere considerato come una macchina separata dal resto dell’esperienza umana. La psiconeuroimmunologia osserva infatti i collegamenti continui tra mente, cervello, ormoni e difese immunitarie, mostrando come emozioni, stress, percezione della sicurezza e qualità dei rapporti possano dialogare con i processi fisiologici.

«Il nostro organismo è un sistema integrato, che risponde continuamente a ciò che accade dentro e fuori di noi», spiega Spada. Questo approccio, precisa, non significa attribuire alla mente il potere di curare ogni patologia né far ricadere sulla persona la responsabilità di tutto ciò che le accade. Significa piuttosto riconoscere che la salute è un fenomeno complesso, nel quale la dimensione psicologica non è estranea alla biologia.

Anche l’alimentazione va letta oltre la semplice composizione nutrizionale. Un cibo può richiamare ricordi familiari, piacere, appartenenza, ma anche colpa, paura o la sensazione di trasgredire una regola. Il suo significato non cambia i nutrienti che contiene e non sostituisce le indicazioni mediche, ma può influenzare il modo in cui viviamo l’esperienza del mangiare.


Le idee che ereditiamo sul corpo

Nel suo lavoro, Spada definisce cibo, corpo e tempo “portali culturali”: sono gli ambiti attraverso i quali i messaggi della società entrano nella vita individuale. La cultura stabilisce, spesso in modo implicito, che cosa debba essere considerato sano, bello, desiderabile o accettabile, arrivando a suggerire anche come interpretare il passare degli anni.

L’esposizione continua all’idea che il corpo debba essere corretto e che ogni ruga rappresenti un difetto può modificare il modo in cui una persona guarda se stessa. Da qui nasce la domanda centrale della ricercatrice: quanto della percezione dell’età dipende dalla biologia e quanto, invece, dalle narrazioni che abbiamo assorbito nel tempo?

Per Spada, adottare buone abitudini resta fondamentale, ma non sempre è sufficiente. Alimentazione equilibrata, movimento e riposo possono convivere con convinzioni profonde che portano a sentirsi incapaci, a evitare gli errori o a temere di perdere ciò che si ama. Questi schemi non sono un destino biologico, ma possono orientare le relazioni, le decisioni e la lettura delle difficoltà.

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Cambiare richiede esperienza

Le cosiddette affermazioni positive, da sole, non bastano necessariamente a modificare convinzioni radicate. Ripetersi di essere capaci o meritevoli può rivelarsi inefficace quando, a un livello più profondo, continuano ad agire messaggi opposti maturati nel corso della vita.

Il percorso indicato da Spada parte dal riconoscimento di questi automatismi. Non si tratta soltanto di sostituire una frase con un’altra, ma di sperimentare nel quotidiano modalità differenti di stare nelle relazioni, affrontare gli ostacoli e considerare se stessi. Quando le ferite sono profonde, sottolinea, può essere necessario rivolgersi a professionisti qualificati e intraprendere un percorso terapeutico.

Nel libro trova spazio anche l’idea di una capacità innata del corpo di adattarsi e cercare un equilibrio. L’organismo, in questa prospettiva, non è un oggetto da aggiustare continuamente dall’esterno, ma un sistema dinamico che risponde alle condizioni ambientali. Movimento, nutrizione, riposo, rapporti significativi e maggiore consapevolezza degli schemi emotivi possono contribuire a creare un contesto favorevole.

Spada esplora inoltre pratiche di rieducazione percettiva e ipnosi cosciente, da utilizzare all’interno di percorsi appropriati. Non propone però una soluzione valida per tutti: ogni persona porta con sé una storia diversa e il lavoro dovrebbe partire proprio da quella storia.


Il tempo da abitare davvero

La ricerca dell’autrice nasce anche dagli incontri con persone molto longeve in Liguria, in Costa Azzurra e nel Nord Italia. L’obiettivo non era individuare soltanto le abitudini associate a una vita lunga, ma comprendere il rapporto di queste persone con il tempo, il desiderio, i legami e il proprio ruolo nel mondo.

Da questo punto di vista, la longevità non viene presentata come una rincorsa a biomarcatori, integratori o strategie per cancellare i segni dell’età. La domanda diventa più ampia: come continuare a vivere con energia, interesse e vitalità mentre il corpo cambia?

“La longevità si impara” sarà presentato il 20 ottobre alle ore 18.30 alla Libreria Centofiori di Milano. Il libro propone così una riflessione che unisce biologia e cultura: non ereditiamo soltanto geni, ma anche idee sul corpo, sulla salute, sul successo e sull’invecchiamento. Alcune di queste convinzioni, secondo Spada, possono essere osservate e rimesse in discussione.

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