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Lifestyle 6 min di lettura1 ora fa

Vietnam, il viaggio che unisce Saigon, loto e paesaggi da sogno

Dalla memoria della guerra alle città imperiali, passando per la baia di Ha Long e il delta del Mekong: un itinerario tra cultura, natura e tradizioni vietnamite.

A Ho Chi Minh City, l’antica Saigon, il passato riaffiora tra palazzi coloniali, strade affollate e luoghi legati ai grandi reportage del Novecento. Il Palazzo dell’Indipendenza, noto anche come Palazzo della Riunificazione, conserva bunker e ambienti che riportano agli anni decisivi della storia nazionale. In città tornano alla mente le cronache di Oriana Fallaci, gli articoli di Tiziano Terzani scritti dall’Hotel Continental e le atmosfere evocate da Marguerite Duras ne L’amante.

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Saigon, dove la storia riemerge

Passeggiando nel centro, il Vietnam contemporaneo convive con le tracce della dominazione francese e con il ricordo della guerra. Le case coloniali e la vita quotidiana delle strade fanno da sfondo a una memoria ancora molto presente, soprattutto nei luoghi istituzionali legati alla riunificazione del Paese.

Il viaggio verso sud completa così il racconto iniziato nel nord: non soltanto monumenti, ma anche episodi, volti e immagini che hanno contribuito a costruire l’idea internazionale del Vietnam. La vecchia Saigon è una città in cui il passato non appare separato dal presente, ma continua a riaffiorare nella vita urbana.


Hué custodisce il volto imperiale

A circa dieci chilometri dall’antica capitale si incontra la Tomba di Khải Định, dodicesimo imperatore della dinastia Nguyễn. Il complesso, realizzato tra il 1920 e il 1931, combina elementi vietnamiti e influenze europee; per raggiungerlo bisogna salire una scalinata di 127 gradini.

All’interno, superfici dorate, porcellane, specchi di gusto francese e raffigurazioni di draghi compongono un ambiente ricco e originale. Poco distante, sulle rive del Fiume dei Profumi, la Cittadella Imperiale di Hué racconta invece la grandezza dell’antica corte vietnamita.

La costruzione della cittadella iniziò nel 1804 e terminò nel 1833. Il sito, inserito dal 1993 nel patrimonio dell’Unesco, occupa 520 ettari e comprende tre aree fortificate concentriche: la Cittadella esterna, la Città Imperiale e la Città Proibita, riservata alla famiglia dell’imperatore e progettata sul modello di quella di Pechino.


Il loto come immagine del Paese

Per comprendere il rapporto del Vietnam con la propria storia, il fiore di loto offre una chiave particolarmente efficace. Cresce in acque fangose, ma porta in superficie corolle integre, profumate e luminose: per la cultura vietnamita rappresenta purezza, nobiltà, spiritualità e capacità di conservare la propria dignità anche nei momenti difficili.

Il loto è diventato, pur senza un riconoscimento ufficiale, il simbolo di un Paese che ha attraversato fasi complesse e profonde trasformazioni. Oggi quell’immagine di resistenza si accompagna a una crescente attrattiva turistica, fondata sulla varietà dei paesaggi, sulla sicurezza percepita e sulla ricchezza dell’offerta.

Secondo un’analisi di UN Tourism, il Vietnam figura tra le destinazioni con la crescita più rapida a livello mondiale, insieme al Giappone. Nei primi quattro mesi dell’anno, gli arrivi sono aumentati del 14,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.


Hanoi tra memoria e vita quotidiana

La capitale mostra con immediatezza la sovrapposizione tra epoche diverse. Nel quartiere della Vecchia Hanoi, la Cattedrale di San Giuseppe, costruita nel 1886, emerge accanto alle strade Pho Nha Thò, Pho Ly Quoc Su e Lê Thai Tổ, dove gli edifici dalle facciate grigio-perla richiamano l’architettura coloniale francese del periodo 1858-1954.

Balconi in ferro battuto e decorazioni elaborate convivono con bancarelle di frutta, piccoli negozi e grovigli di cavi sospesi sopra le vie. A pochi passi, il traffico dominato dagli scooter, i locali di impronta occidentale, i negozi più moderni e alcuni grattacieli restituiscono il volto energico della città attuale.

Il legame con la storia nazionale passa anche da Ho Chi Minh, considerato il padre del Vietnam moderno. In piazza Ba Đình si trova il suo mausoleo, dove il leader è conservato in una bara di vetro; proprio qui, il 2 settembre 1945, proclamò l’indipendenza e l’avvio della Repubblica Democratica del Vietnam.

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Nel parco vicino al Palazzo Presidenziale sono visibili la Casetta Gialla e la dimora palafittata, quest’ultima ricostruita come copia dell’originale. Tra alberi secolari, bandiere e fiori di loto, le due abitazioni restituiscono l’immagine di uno stile di vita sobrio. Ho Chi Minh guidò il Paese fino alla morte, avvenuta nel 1969.


Tra cucina, teatro e monumenti

Le consuetudini locali rimangono parte integrante della giornata. A colazione si può assaggiare il phở, zuppa con spaghetti di riso, oppure il caffè all’uovo, preparato con tuorlo, caramello, miele, rum, latte condensato e caffè. La consistenza e il gusto ricordano in parte il tiramisù e lo zabaione.

Nel tardo pomeriggio, invece, la tradizione prende forma negli spettacoli di marionette sull’acqua, una rappresentazione tipica del Vietnam. Tra le visite culturali spicca il Tempio della Letteratura, fondato nel 1070 per iniziativa dell’imperatore Lý Thánh Tông e dedicato a Confucio.

Il complesso fu la prima università vietnamita e per 900 anni formò la classe dirigente dell’impero, anche se l’accesso era riservato ai figli delle famiglie reali e nobili. Un’esperienza diversa si vive nella stretta strada attraversata dai treni, dove i convogli passano a pochissima distanza dai tavolini dei locali.


La baia sospesa tra acqua e roccia

A circa tre ore da Hanoi il paesaggio cambia radicalmente. La baia di Ha Long, riconosciuta dall’Unesco dal 1994, si apre tra 1.969 isolette calcaree, grotte e pinnacoli ricoperti dalla vegetazione tropicale.

L’area può essere esplorata su piccole imbarcazioni di bambù da otto posti, condotte da vogatori esperti, oppure in kayak. Tra le cavità più interessanti ci sono Hang Luôn, affacciata su uno specchio d’acqua interno a cielo aperto, e Hang Sún Sôt, articolata in tre grandi ambienti con soffitti dalle forme simili a dune pietrificate.

Quando una foschia leggera avvolge le rocce e ne attenua i profili, la baia assume un aspetto quasi irreale. Una crociera di una notte permette di osservare questo scenario con maggiore calma, a bordo delle navi della compagnia Paradise Vietnam.


Un Paese in piena trasformazione

Il fascino del Vietnam nasce dall’intreccio tra paesaggi, cultura e memoria. La guerra combattuta tra gli Stati Uniti e i vietcong e i comunisti del Vietnam del Nord, dal 1964 al 1973, continua a influenzare l’immaginario internazionale anche attraverso film come Platoon di Oliver Stone e Full Metal Jacket di Stanley Kubrick.

Allo stesso tempo, il Paese sta rafforzando la propria posizione tra le mete asiatiche più richieste. La compagnia di bandiera Vietnam Airlines contribuisce ai collegamenti internazionali e, dal 1° luglio 2025, unisce Milano e Hanoi con tre voli diretti alla settimana. Dalla capitale partono inoltre numerosi collegamenti verso altre città vietnamite e diverse destinazioni asiatiche.

La storia nazionale comprende la sconfitta francese del 1954, gli Accordi di Ginevra che divisero il territorio lungo il 17° parallelo, la guerra con gli Stati Uniti e la riunificazione definitiva del 2 luglio 1976. Sono passaggi ancora leggibili nei monumenti, nelle città e nelle tradizioni di un Paese che ha trasformato la propria memoria in una delle sue principali chiavi di identità.

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