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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Usato, l’Italia accelera: il 77% lo considera decisivo per il bilancio

Il mercato degli oggetti di seconda mano conquista consumatori e venditori italiani, sempre più orientati verso piattaforme digitali, acquisti internazionali e nuove formule come la vendita in diretta.

Per il 77% degli italiani comprare oggetti già utilizzati ha un peso concreto sull’economia familiare. Il dato, superiore di 7,6 punti percentuali rispetto alla media mondiale, fotografa un cambiamento nelle abitudini di spesa: l’usato non è più soltanto un’alternativa occasionale, ma una componente stabile dei consumi.

Il quadro emerge dalla sesta edizione del Recommerce Report di eBay, realizzato coinvolgendo oltre 10.500 consumatori e più di 1.700 venditori in diversi Paesi. A spingere il settore sono soprattutto la necessità di risparmiare, la maggiore disponibilità di articoli e la possibilità di ridurre gli sprechi allungando la vita dei prodotti.


Il digitale apre il mercato oltre confine

In Italia il ricorso ai canali online è particolarmente marcato. Il 41% degli intervistati compra prodotti usati soltanto attraverso Internet, contro il 28% rilevato nel resto del mondo. Tra la generazione Z la percentuale sale al 58%, a conferma del ruolo centrale delle piattaforme digitali per i consumatori più giovani.

Anche l’interesse verso i venditori stranieri risulta più alto rispetto alla media internazionale: il 50% degli italiani si sente tranquillo nell’acquistare da operatori di altri Paesi, contro il 39% globale. Sono inoltre meno diffuse le preoccupazioni per la consegna, indicate dal 34% contro il 45% mondiale, per lo stato dell’articolo, 33% contro 42%, e per autenticità e sicurezza, 31% contro 41%. Le difficoltà linguistiche o legate ai pagamenti preoccupano il 18% degli italiani, a fronte del 27% internazionale.


Vendere serve a liberare spazio

La propensione non riguarda solo gli acquisti. Negli ultimi 12 mesi il 43% degli italiani ha venduto online almeno un prodotto usato, contro il 38% della platea globale. Tra le persone tra i 30 e i 45 anni il dato arriva al 51%.

La ragione più frequente è pratica: il 63% vuole riordinare casa e recuperare spazio. Seguono la riduzione degli sprechi, indicata dal 51%, e la ricerca di una fonte di guadagno aggiuntiva, citata dal 43%. Nell’acquisto, invece, pesano tre motivazioni principali: spendere meno, accedere a marchi difficili da comprare nuovi e trovare pezzi rari, vintage o non più disponibili.


Moda e tecnologia guidano la domanda

Le prospettive per il prossimo anno restano positive. L’87% degli acquirenti prevede di comprare prodotti usati nella stessa quantità di oggi o in misura maggiore; il 37% pensa di aumentare gli acquisti, quota che raggiunge il 43% tra i giovani della generazione Z.

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L’abbigliamento è al primo posto tra le categorie, con il 35%. Seguono libri, dischi e videogiochi, raccolti nell’area media e intrattenimento, al 30%; l’elettronica al 26%; oggetti da collezione e cimeli al 25%; articoli per casa, cucina e stile di vita al 23%; infine scarpe e sneakers al 22%.

Nella scelta del venditore prevalgono i privati, preferiti dal 31% dei partecipanti. Il 24% si orienta invece verso operatori professionali con grandi volumi, come negozi digitali, specialisti del ricondizionamento e venditori ad alta attività. L’elemento decisivo è la fiducia: per il 59% contano la qualità costante e la rispondenza dell’articolo alla descrizione, cinque punti sopra il dato mondiale.


La vendita in diretta cerca spazio

La vendita in diretta su Internet sta iniziando a interessare anche il pubblico italiano, ma conserva ampi margini di sviluppo. Il 26% conosce questo formato, non lo ha ancora provato e sarebbe disposto a partecipare; il 19% ha già seguito una trasmissione senza concludere un acquisto.

Un ulteriore 12% ha invece trasformato l’esperienza in una vera transazione. I numeri indicano quindi una platea ancora da coinvolgere, accanto a un gruppo che ha già iniziato a utilizzare concretamente questa modalità.

Jamie Iannone, amministratore delegato di eBay, ha sottolineato che «da ormai trent’anni il recommerce rappresenta un pilastro fondamentale del nostro marketplace» e che i risultati più recenti ne confermano il peso nelle abitudini quotidiane.

Silvia Bellomi, responsabile delle categorie per Italia e Francia, ha spiegato che in Italia l’acquisto di usato è ormai entrato nelle decisioni di spesa ordinarie. Secondo Bellomi, rendere questa possibilità semplice e accessibile significa creare opportunità sia per chi compra sia per chi vende e favorire un modello di consumo più circolare.

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