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Roberto Inciocchi, dalla Rai a Patù: il volto dell’informazione senza etichette

Dalla radio agli approfondimenti televisivi, il giornalista milanese arriva su Rai 2 con un programma dedicato a idee, territori e attualità.

La nuova sfida televisiva di Roberto Inciocchi si chiama “Patù – La passione delle idee”, programma di prima serata in arrivo su Rai 2 dal 7 ottobre 2026. Il titolo richiama un piccolo centro del Salento, territorio al quale il giornalista è legato da molti anni, ma il progetto punta a raccontare anche politica, società, cronaca, innovazione e grandi vicende italiane.

Inciocchi è una figura poliedrica dell’informazione: ha lavorato in radio, ha condotto telegiornali e programmi di approfondimento, ha realizzato reportage e ha scritto libri e documentari. Il suo stile, generalmente misurato e aperto al confronto, mira a rendere accessibili anche gli argomenti più complessi.


Una carriera costruita sul campo

Nato a Milano il 5 luglio 1968, Roberto Inciocchi ha avuto un rapporto precoce con la musica. Da bambino fu solista del coro della Cappella Sistina, attività che richiedeva un impegno quotidiano significativo. Tra i 18 e i 19 anni, invece, suonava al pianobar durante le ore serali per mantenersi e proseguire gli studi.

La voce lo ha condotto verso il giornalismo. Nel 1991 entrò in Rai con un contratto da annunciatore per la lettura del Giornale Radio, esperienza durata circa due anni e da lui ricordata come “una scuola straordinaria”. La sua preparazione professionale maturò soprattutto attraverso il lavoro quotidiano, prima in radio e poi davanti alle telecamere.

Per più di vent’anni è stato tra i principali conduttori di Sky TG24. Ha guidato le edizioni serali del telegiornale, “Sky TG24 Mattina”, il programma “Start”, numerosi speciali e diverse maratone elettorali. All’attività televisiva ha affiancato anche la conduzione del podcast quotidiano “Today”.


Da Agorà alla nuova prima serata

Nel 2023 Inciocchi è approdato su Rai 3 alla guida di “Agorà”, spazio mattutino dedicato all’analisi della politica e dei temi sociali. È rimasto al timone della trasmissione fino alla stagione 2025/2026, prima dell’arrivo di Annalisa Bruchi. In quella fase ha consolidato un metodo basato sul dialogo tra posizioni differenti e sul tentativo di evitare toni aggressivi.

Nel suo percorso figurano anche collaborazioni con la Rai e con il Gruppo L’Espresso. Ha ideato “Postilla” per Urania TV, progetto che affrontava le notizie con una chiave ironica, e ha diretto o scritto documentari e reportage. Tra i lavori ricordati figurano “Ca quannu canta tremula la voce” del 2011, “Amatrice, il borgo tradito” del 2018 e un’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana realizzata nel 2019.


Il significato di Patù

Il nuovo programma nasce come una delle novità della Direzione Approfondimento Rai. Il nome è legato a Patù, comune salentino scelto come simbolo di tradizioni, riti, miti e intrecci tra comunità e culture diverse. Inciocchi ha spiegato di aver individuato in quel termine un richiamo evocativo e adatto alla televisione; nel dialetto locale rimanda inoltre al greco “pathos”, associato a passione ed emozione intensa.

“Patù – La passione delle idee” unirà racconti dal territorio, reportage, aggiornamenti su politica e attualità, cronaca, questioni internazionali e riflessioni sull’era digitale e sull’intelligenza artificiale. Il conduttore ha descritto il progetto come una “follia tecnica”, considerando la durata prevista e la concorrenza di “Affari tuoi” e “La Ruota della Fortuna”.

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L’obiettivo dichiarato è mantenere vivo il ritmo della trasmissione e fare in modo che ogni segmento aggiunga qualcosa al racconto complessivo. Accanto agli approfondimenti troveranno spazio anche storie italiane di ampio respiro, con un taglio pensato per coinvolgere il pubblico senza rinunciare alla qualità dell’analisi.


Temi, riservatezza e legame col Sud

Inciocchi interviene spesso su etica dell’informazione, notizie false, disinformazione e intelligenza artificiale. Ha partecipato a festival, incontri culturali e appuntamenti in ambito universitario e formativo, tra cui iniziative della Scuola Normale di Pisa, della Link University e della Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.

È anche autore di libri e documentari dedicati alle tradizioni popolari italiane, con un’attenzione particolare al Salento e alla cultura meridionale. Pur essendo nato a Milano, nel tempo ha stabilito a Roma il principale punto di riferimento professionale e, probabilmente, anche abitativo. Si definisce tuttavia “salentino di elezione”, per il rapporto affettivo costruito con quella terra.

Sulla vita privata mantiene un atteggiamento molto discreto. Non sono disponibili informazioni dettagliate su eventuali relazioni, matrimonio o famiglia; in alcune occasioni ha però parlato del proprio ruolo di padre, senza entrare nei particolari.


Musica e giornalismo senza schieramenti

Tra le sue passioni ci sono il cantautorato italiano, con un interesse per Gino Paoli, e la musica salentina, compresi i ritmi della taranta e gli strumenti a cornice. Il rapporto con il Salento emerge anche dalla sua presenza pubblica e dai contenuti condivisi sul profilo Instagram, dove prevalgono immagini legate al lavoro e ai progetti professionali.

In diverse circostanze il giornalista ha sottolineato di confrontarsi con esponenti di orientamenti politici differenti. La sua partecipazione sia ad Atreju sia alla Festa dell’Unità è stata presentata come un esempio del modo in cui interpreta il mestiere: ascoltare interlocutori diversi senza aderire a un’etichetta di parte.

Questa impostazione accompagna anche la sua idea di televisione. Il confronto equilibrato, la curiosità e un linguaggio comprensibile restano i tratti con cui Inciocchi affronta l’informazione, mentre “Patù” punta a trasformare temi e testimonianze in un racconto televisivo capace di mantenere al centro le persone.

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