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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Mina, il film sulla sua vita resta un enigma: cosa manca davvero

Massimiliano Pani Mazzini racconta la vitalità artistica della madre, il nuovo album e il motivo per cui nessun progetto audiovisivo è ancora decollato.

Un film o una serie sulla vita di Mina, per ora, non si farà. Nel corso degli anni sono arrivate numerose proposte, anche dall’estero, ma nessuna ha convinto davvero Massimiliano Pani Mazzini e la cantante: per raccontarla, secondo il figlio, servirebbe un’idea capace di partire dalla musica e non soltanto dagli episodi biografici.


La storia di Mina cerca ancora una forma

Pani Mazzini spiega che il materiale disponibile è enorme e che la parabola della madre interessa soprattutto per le decisioni prese durante la carriera. La sua uscita dalla televisione a 30 anni e l’abbandono dei concerti poco tempo dopo, più degli aspetti privati, rappresentano il cuore di un possibile racconto.

L’immagine di Mina, intanto, continua a esercitare un’influenza trasversale. Il figlio racconta di avere visto sui social ragazze giapponesi realizzare trucchi ispirati a lei, pur non conoscendone necessariamente le canzoni. Per Pani Mazzini, è un segnale della sua attualità, riconosciuta anche nel mondo della moda e tra musicisti e specialisti del settore.


A 86 anni segue ancora ogni intuizione

La cantante non avrebbe perso né curiosità né entusiasmo. «Mina è abbastanza matta. A 86 anni se una cosa le piace, la fa», racconta il figlio, che la descrive ancora pronta a incidere un brano perché lo ritiene adatto a un progetto oppure semplicemente perché vuole inserirlo in un nuovo disco.

La sua libertà, aggiunge, non riguarda soltanto le scelte professionali. Mina ha cambiato più volte direzione, rinunciando a televisione e concerti senza lasciarsi condizionare dalle aspettative del pubblico. Un ritorno sul piccolo schermo le era stato proposto persino con un assegno in bianco, ma lei aveva preferito concentrarsi sulla musica.


Un archivio ancora pieno di sorprese

Ogni anno Mina ascolta tra 3 e 4 mila canzoni, comprese molte proposte inviate da autori senza esperienza. Pani Mazzini scherza paragonandola a una ragioniera per il metodo con cui esamina il materiale; quando individua qualcosa di interessante, cerca direttamente chi l’ha scritto, anche se spesso l’interlocutore interrompe la chiamata pensando a uno scherzo.

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I suoi ascolti spaziano dalla musica classica al jazz, dal pop al rock. La stessa attenzione ha alimentato la serie di raccolte dedicate alle registrazioni rimaste fuori dai precedenti lavori: l’idea, nelle parole del figlio, è nata dalla domanda «Perché tenere perle in un cassetto?». Il terzo capitolo, Dilettevoli inedite eccedenze, uscirà il 9 ottobre per Pdu.

Il nuovo progetto raccoglie quindi brani e materiali rimasti finora senza una collocazione discografica. Mina arriva a questo appuntamento dopo 107 album e, secondo il figlio, conserva il piacere di lavorare con la stessa energia degli inizi.


Due cognomi e un legame familiare

Dall’estate 2025 Massimiliano utilizza anche il cognome Mazzini. Ha spiegato di essere orgoglioso di chiamarsi Pani, ma di essere cresciuto nella famiglia materna, accanto ai nonni, e di avere scelto per questo di portare entrambi i nomi.

Il compositore e produttore, che ha 63 anni, è figlio di Mina e dell’attore Corrado Pani. Nel presentare il nuovo album a Milano, ha restituito il ritratto di un’artista ancora immersa nell’ascolto e nella ricerca, lontana dalle scene ma tutt’altro che distante dalla musica.

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