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Lifestyle 2 min di lettura3 ore fa

Uova alle stelle in Giappone: il rischio che cambia la tavola

Il prezzo di una confezione da dieci ha toccato il record di 309 yen, mentre mangimi, aviaria e yen debole mettono sotto pressione tutta la filiera.

Quello delle uova è diventato in Giappone un caso emblematico della vulnerabilità alimentare dei Paesi avanzati. Tra mercati internazionali instabili, tensioni geopolitiche e dipendenza dalle importazioni, anche un alimento quotidiano può trasformarsi in un punto critico per famiglie e imprese.

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La filiera cerca nuove difese

Le aziende stanno provando a ridurre l'esposizione alle emergenze interne ampliando la rete dei fornitori. Kewpie, gruppo specializzato nella maionese e consumatore di 250.000 tonnellate di uova ogni anno, ha cominciato ad acquistare prodotto anche dal Brasile.

Un'altra strada riguarda l'uso di uova liquide e surgelate, più semplici da conservare e capaci di garantire maggiore continuità nelle fasi di distribuzione. Parallelamente, il governo giapponese sta esaminando la possibilità di ricorrere a vaccini contro l'influenza aviaria.


Il record pesa sulla tavola

Nel frattempo, il listino continua a mettere sotto pressione il bilancio dei consumatori. Secondo le rilevazioni del ministero dell'Agricoltura effettuate in quasi 500 esercizi, una confezione da dieci uova costa in media 309 yen, pari a 1,70 euro: un valore che coincide con il precedente massimo storico.

L'importanza del rincaro va oltre il semplice dato economico. In Giappone l'uovo attraversa ogni livello della cucina quotidiana: compare nel tamagoyaki, accompagna il ramen, entra negli onigiri e nei bento. È una delle fonti di proteine meno costose e un elemento presente in pasti molto diversi tra loro.

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Supermercati e locali in affanno

Nella capitale si registra anche una situazione apparentemente contraddittoria. Come riportato dallo Yomiuri Shimbun, alcune catene vendono confezioni a 88 yen per mantenere la clientela, accettando una perdita compensata attraverso riduzioni delle spese pubblicitarie e del personale.

La pressione è ancora più difficile da assorbire per le shokudo, le tavole calde tradizionali, e per i piccoli negozi. Queste attività devono già fare i conti con materie prime più care e con la difficoltà di trovare lavoratori, mentre l'aumento delle uova incide su ricette e margini.


Mangimi e aviaria fanno paura

Il principale motore dell'aumento è il costo degli alimenti destinati agli animali, in larga parte acquistati all'estero. Per il periodo compreso tra ottobre e dicembre, la Federazione nazionale delle cooperative agricole ha comunicato un incremento di circa 3.200 yen per tonnellata: si tratta del quarto rialzo consecutivo.

Sul prezzo finale si riflettono anche le tensioni in Medio Oriente e la debolezza prolungata dello yen, che rende più onerosi gli acquisti internazionali. A questo si aggiunge il pericolo di nuovi focolai di aviaria durante l'inverno, quando la domanda cresce per le festività: il Giappone affronta epidemie da sei stagioni consecutive e nel 2022 furono abbattuti oltre 17,7 milioni di volatili, con la sospensione delle attività in numerose aziende produttrici di derivati.

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