Una banana per la ricerca: il gesto di Cattelan va all’asta
WINDOW, 2025, sarà venduta a Milano l’8 ottobre: il ricavato sosterrà gli studi sulle malattie rare che non hanno ancora ricevuto una diagnosi.
Dare un nome a una malattia può essere il primo passo per uscire dall’incertezza. È questo il significato che accompagna WINDOW, 2025, l’opera unica donata da Maurizio Cattelan all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS: un acquerello che porta la sua celebre banana dentro una delle immagini più drammatiche della pittura di Caravaggio.
Il lavoro sarà messo all’asta l’8 ottobre a Milano, durante la terza edizione di «Chiamiamola per nome», la cena di beneficenza dell’Istituto. L’intero ricavato finanzierà la ricerca sulle malattie rare ancora prive di diagnosi.
Un’opera tra ironia e dolore
Realizzato su carta, nel formato di 70 per 50 centimetri, WINDOW, 2025 riprende l’idea di Comedian, l’opera concepita da Cattelan nel 2019 con una banana fissata alla parete attraverso del nastro adesivo. In questo caso, però, l’immagine viene sovrapposta alla Deposizione di Cristo di Michelangelo Merisi, dipinta tra il 1602 e il 1604.
La banana si trova al centro della scena e interrompe la composizione costruita attorno al corpo di Cristo e al dolore dei presenti. L’accostamento mette in contatto la leggerezza provocatoria dell’artista con la tragedia rappresentata da Caravaggio, richiamando il rapporto tra ironia, sofferenza e possibilità di trovare una via d’uscita attraverso la ricerca.
Cattelan ha spiegato di essere contento che il suo lavoro possa avere, in questa occasione, un’utilità concreta. «Auguro all’Istituto Mario Negri di continuare a cercare. Possibilmente fino a trovare», ha detto, collegando il gesto artistico alla necessità di arrivare a una diagnosi.
L’asta sostiene chi resta senza risposta
A occuparsi della vendita sarà Cristiano De Lorenzo di Christie’s. L’appuntamento si svolgerà da Marièncò, a Milano, e sarà possibile partecipare anche da remoto oppure presentare una proposta d’acquisto prima della serata.
La scelta del titolo «Chiamiamola per nome» richiama direttamente la condizione di chi, nonostante esami e accertamenti, continua a convivere con una patologia senza sapere quale sia. Per queste persone, ottenere una definizione precisa non è soltanto una questione terminologica: può facilitare l’accesso a percorsi clinici mirati e a programmi di ricerca dedicati.
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I numeri delle malattie rare
Secondo l’ultimo rapporto Orphanet, pubblicato nel febbraio 2026, le malattie rare censite sono 6.528. Nel loro insieme riguardano una quota compresa tra il 4 e il 7,6% della popolazione mondiale; circa il 72% ha un’origine genetica, mentre soltanto il 12,4% dispone di almeno una terapia approvata nell’Unione europea.
Per identificare nei sistemi sanitari le persone che, dopo indagini approfondite, non hanno ancora ricevuto una diagnosi, Orphanet ha introdotto un codice specifico. Dare un nome alla patologia permette infatti di rendere riconoscibile una condizione spesso invisibile e di orientare meglio sia l’assistenza sia gli studi scientifici.
Dal mercato dell’arte alla solidarietà
Il richiamo a Comedian porta con sé anche la storia di una delle provocazioni più note di Cattelan. Una delle tre edizioni dell’opera è entrata nella collezione del Guggenheim di New York; un’altra è stata venduta da Sotheby’s nel novembre 2024 per 6,24 milioni di dollari, partendo da una stima tra uno e 1,5 milioni.
La banana di WINDOW, 2025 non ripropone soltanto un’immagine diventata famosa in tutto il mondo. Nel progetto destinato al Mario Negri, quella figura diventa il punto di passaggio tra una riflessione sul valore dell’arte e un obiettivo concreto: contribuire a individuare le malattie che ancora non hanno un nome.
Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto, considera la diagnosi il momento dal quale può iniziare un percorso più chiaro per pazienti e famiglie. Le precedenti edizioni della serata hanno sostenuto l’acquisto di strumenti per studiare le malattie renali e neurologiche; quest’anno i fondi saranno indirizzati alle patologie rare non diagnosticate.
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