Un urto, una notte e la rinascita: Defender conquista il deserto
Dal bivacco di Zagora alle dune del Sahara, abbiamo seguito il debutto della squadra Defender Rally e guidato per oltre 2mila chilometri tra prove, riparazioni e paesaggi da cinema.
La gara avrebbe potuto chiudersi per Sara Price dopo pochi chilometri della terza tappa. Un impatto aveva danneggiato il radiatore della sua D7X-R, provocando il surriscaldamento del motore e costringendola a fermarsi. Invece, durante la notte, i meccanici della squadra Defender Rally hanno rimesso in ordine la vettura, permettendole di tornare al via il mattino successivo.
È questa la scena che racconta meglio lo spirito del Rallye du Maroc: nel deserto anche un guasto apparentemente limitato può trasformarsi in un problema decisivo. Lo abbiamo visto seguendo il debutto della formazione britannica nel Campionato mondiale rally-raid e percorrendo oltre 2mila chilometri nella regione marocchina del Drâa-Tafilalet, con circa 200 chilometri affrontati in fuoristrada al volante di Defender Octa.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
Una squadra sempre pronta a ripartire
Il punto di riferimento della competizione è il bivacco di Zagora, dove ogni giorno si ritrovano automobili, moto e camion diretti verso le prove speciali. Qui vivono piloti, ingegneri e meccanici, mentre sei camion a sei ruote motrici trasportano strutture e attrezzature indispensabili per il lavoro quotidiano.
Un mezzo è dedicato all’accoglienza degli ospiti, un altro ospita ricambi e pneumatici, mentre quello degli ingegneri dispone di computer e postazioni per studiare i dati. Le tende e i veicoli abitabili vengono organizzati in poche ore. Jack Lambert, responsabile dell’integrazione tecnica di Defender Rally, ha spiegato che una parte dello staff dorme in tende collocate sopra i mezzi o nelle vicinanze dell’area operativa.
L’attività non si ferma mai davvero. Durante le prove speciali pilota e navigatore non possono parlare via radio con il resto della squadra e la trasmissione dei dati in tempo reale è vietata dal regolamento. Restano soltanto i dispositivi di sicurezza per le emergenze, mentre la telemetria viene esaminata una volta conclusa la tappa. «Nel rally un inconveniente minimo può provocare conseguenze enormi: per questo ogni particolare viene controllato con estrema attenzione», ha detto Lambert.
Le D7X-R sfidano il Sahara
Le tre vetture schierate nella categoria Stock derivano dalla Defender Octa, il modello più potente della gamma. Il regolamento impone di conservare gli elementi fondamentali dell’auto di serie, tra cui scocca, motore, trasmissione e architettura delle sospensioni, lasciando margini di intervento più ampi soprattutto sul fronte della sicurezza.
All’interno, gli elementi non indispensabili sono stati rimossi per ridurre il peso e fare spazio alle dotazioni protettive. Dietro i sedili spicca il serbatoio supplementare da 550 litri, necessario per affrontare le lunghe distanze nel deserto. Freni e sospensioni sono stati sostituiti con componenti da competizione, mentre il motore resta il V8 da 4,4 litri, abbinato a una centralina specifica e a un impianto di raffreddamento con un grande radiatore centrale.
Al volante ci sono il quattordici volte vincitore della Dakar Stéphane Peterhansel, il lituano Rokas Baciuška e l’americana Sara Price, tutti affiancati dai rispettivi navigatori. Price considera la categoria Stock una prova particolarmente autentica delle capacità di guida, perché le scelte del pilota e la conservazione del mezzo incidono in modo determinante sul risultato.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La pilota statunitense ha ricordato di essersi avvicinata alle competizioni a otto anni, partecipando alla sua prima gara di motocross. Il padre correva con veicoli fuoristrada e il fratello praticava motocross; da allora, ha raccontato, la passione non si è più fermata. Alle ragazze che vogliono entrare nel mondo delle corse consiglia di rendersi utili a qualunque squadra abbia bisogno di aiuto e di non arrendersi davanti alle difficoltà.
Tra rocce, dune e set cinematografici
Il viaggio è iniziato a Ouarzazate, conosciuta come la Hollywood del Marocco per la presenza dei grandi studi cinematografici, prima del trasferimento verso Zagora. Da lì il percorso ha seguito la fascia meridionale del Paese, tra l’Atlante e il Sahara, fino a M’Hamid El Ghizlane, località chiamata anche Porta del Sahara e distante 25 chilometri dal confine con l’Algeria.
Uno dei luoghi più spettacolari incontrati lungo il tragitto è Gara Medouar, nei pressi di Rissani. La formazione calcarea, modellata dall’erosione e disposta come un ferro di cavallo, può sembrare da lontano un vulcano spento. Una fortificazione costruita al suo interno ha alimentato il soprannome di Prigione Portoghese, legato alla leggenda secondo cui il sito sarebbe stato usato nel XVI secolo per rinchiudere prigionieri portoghesi.
Il paesaggio è stato scelto anche dal cinema: nel cratere sono state ricostruite Hamunaptra, la città perduta della serie La Mummia, e la base del personaggio Franz Oberhauser in 007 - Spectre. Dopo una notte in kasbah, accompagnata da tè alla menta e tajine, è arrivato il momento di affrontare direttamente la guida sulle piste desertiche.
La strada indica la prossima sfida
Pietre taglienti, buche nascoste dalla vegetazione e dune da affrontare come onde mettono alla prova mezzi e conducenti. La sabbia può inghiottire rapidamente le ruote, ma la Defender Octa rende progressivo l’impatto con il terreno e permette di affrontare le difficoltà senza bruschi cambiamenti.
Durante la risalita verso Errachidia abbiamo incrociato anche la Scala Celeste, opera monumentale di arte ambientale realizzata dall’artista tedesco Hannsjörg Voth. La sua presenza nel paesaggio sembra accompagnare la crescita della squadra: un progetto nato due anni fa, testato in pista nella stagione precedente e arrivato già a un risultato importante.
Rokas Baciuška, vincitore della Dakar di gennaio, ha conquistato il titolo generale del Campionato mondiale rally-raid nella categoria Stock. Il debutto del gruppo Defender si è dunque chiuso con una vittoria di classe, dopo prove, guasti e ripartenze. Nel deserto marocchino, la prima tappa di questo percorso ha già lasciato intravedere il seguito.
Continua a leggere
Kartik Research conquista Pitti: la tradizione indiana guarda al futuro
Kartik Kumra porterà a Firenze un progetto dedicato all’incontro tra manifattura indiana, memoria e nuove forme del lusso
Amici 26, il doppio titolo e il debutto sui pattini di Alex Chimetto
Il campione italiano 2025 e 2026 è il primo atleta di pattinaggio artistico a rotelle ammesso nella scuola di Maria De Filippi.
È morta Kyle Kennedy: dalla scuola alla battaglia per la disabilità
La nipote di Robert F. Kennedy aveva 42 anni e aveva trasformato la propria esperienza dopo una lesione al midollo spinale in un impegno per l’inclusione
Negramaro, quando l’amore diventa una trappola: il senso del brano
Nato da un’osservazione casuale a Milano, il singolo del 2005 racconta una relazione logorante e il momento in cui ogni illusione svanisce.