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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Tra Nina e nuove idee: la giornata di Marilisa Capuano

Dall’agenzia fondata nel 2006 al Festival delle Idee, Marilisa Capuano racconta lavoro, viaggi, incontri e il rituale serale tra palestra, la gatta Nina e i libri.

La giornata di Marilisa Capuano si chiude lontano da televisione e serie, con un libro sul comodino e Nina, la gatta che la aspetta sul divano. Prima di quel momento, però, ci sono riunioni, spostamenti e una ricerca continua di temi capaci di interpretare il presente.


Nina, i libri e la pausa serale

Dopo il lavoro Capuano passa dalla palestra per liberarsi dalla tensione. Alterna CrossFit, macchinari e sala pesi, affidandosi qualche volta a un personal trainer e allenandosi in autonomia in altre occasioni. Rientrata a casa, trova Nina ad aspettarla.

La cena è spesso acquistata fuori: sceglie piatti giapponesi, cinesi o vegani e li porta a casa, perché non considera indispensabile cucinare per mangiare bene. La televisione resta quasi sempre sullo sfondo, come semplice rumore mentre svolge altre attività, mentre la lettura accompagna la conclusione della giornata. In questo periodo sul comodino c’è “Il folle di Dio alla fine del mondo” di Javier Cercas, accanto ai giornali provenienti da diversi Paesi.


Il lavoro nasce dal confronto

La mattina comincia con il controllo dei messaggi e un caffè, prima di raggiungere l’ufficio vicino a casa. Nei giorni liberi la colazione è più lenta e comprende cappuccino e yogurt. Nel lavoro quotidiano Capuano collabora con Michele Menditto, suo principale riferimento operativo, insieme a una squadra organizzata per competenze e incarichi.

Originaria di Padova e con cinquant’anni, la giornalista ha creato la propria agenzia nel 2006. Da allora ha seguito oltre 100 progetti in Italia e all’estero, occupandosi di arte, musica e cinema. Il Festival delle Idee, nato nel 2019, è oggi distribuito in varie sedi tra Venezia e Mestre; l’edizione in corso arriva fino al 30 ottobre e prevede appuntamenti collegati anche a novembre.


Un festival costruito con i giovani

Il tema scelto per questa ottava edizione è “Desiderio o dovere”, un’espressione che mette a confronto ciò che si vorrebbe fare con quello che si sente come necessario. Per individuare ospiti e argomenti, l’organizzazione ascolta soprattutto gli universitari, considerati una fonte di suggerimenti originali.

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Da questo confronto sono arrivati anche alcuni nomi legati al mondo digitale, tra cui Factanza, Torcha, Pietro Morello e Mola. Capuano e i suoi collaboratori li hanno poi valutati in base alla qualità dei loro profili, senza fermarsi al numero di seguaci. Una parte degli appuntamenti si svolge al Museo del ’900 di Mestre, l’M9, luogo da cui il festival ha preso avvio.


Tra Roma, Venezia e nuove domande

Il calendario professionale impone continui trasferimenti fra Venezia, Roma e Milano. Il pranzo può essere consumato in un ristorante vicino all’M9 oppure rapidamente davanti al computer; quando non è in ufficio, la pausa diventa un’occasione per incontrare possibili interlocutori e discutere nuove collaborazioni.

Tra un’edizione e l’altra, Capuano cerca di capire quale sia il pensiero più urgente del momento e quali domande manchino ancora nel dibattito pubblico. Il suo obiettivo, spiega, non è concentrarsi soltanto su guerre e distruzioni, ma proporre interrogativi positivi capaci di ampliare lo sguardo. Nei periodi meno intensi trova spazio anche per viaggiare: tra le destinazioni recenti cita Oman e Thailandia.

Dal 2024 promuove inoltre il Festival Idee per il futuro, ospitato nel cuore di Roma al Tempio di Adriano. Da febbraio ripartirà il lavoro sugli appuntamenti di Roma, previsti ad aprile, e su quello di Jesolo, in programma durante l’estate.

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