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Lifestyle 3 min di lettura1 ott

Tom Cruise irriconoscibile: Digger arriva a Los Angeles dopo 25 anni

L’attore ha sfilato davanti ai fan con il volto invecchiato e quasi calvo, raccontando il lungo legame con Alejandro González Iñárritu e il suo nuovo ruolo.

Quasi calvo, appesantito e molto lontano dall’immagine del divo d’azione: è così che Tom Cruise si presenta in Digger, il film che aspettava da un quarto di secolo. L’anteprima di Los Angeles ha mostrato la trasformazione dell’attore e riacceso l’interesse per la commedia nera diretta da Alejandro González Iñárritu.


La metamorfosi che ha sorpreso Iñárritu

Cruise interpreta un uomo rozzo e vanitoso, chiamato Digger, che prova a rimediare ai danni provocati da un mondo al quale ha contribuito lui stesso. L’attore ha definito il personaggio semplicemente «oltraggioso», sottolineandone il carattere scomodo e imprevedibile.

Per entrare nella parte, Cruise ha accettato un cambiamento fisico radicale. Durante le prove, quando si presentava senza trucco, il regista e la sua squadra faticavano quasi a riconoscerlo; Iñárritu ha raccontato con ironia che bastava rimuovere il trucco perché tutti esclamassero: «Cavolo, quello è Tom Cruise!».

Il cineasta messicano, 63 anni, vincitore dell’Oscar per Birdman e Revenant - Redivivo, ha spiegato di avere coltivato l’idea del progetto per nove anni. La presenza di Cruise, John Goodman e Sandra Hüller gli avrebbe permesso di trasformare quella visione iniziale in una storia sostenuta da umorismo e partecipazione emotiva.


Un’attesa nata nel 2000

Il rapporto professionale tra Cruise e Iñárritu affonda le radici nella visione di Amores perros, il film che l’attore vide nel 2000. Da quel momento Cruise sperava di ricevere una proposta dal regista, attesa diventata finalmente realtà con Digger.

All’anteprima al Westwood Village, Cruise è arrivato con largo anticipo rispetto all’orario previsto. Dietro le transenne lo aspettavano centinaia di persone: l’attore si è fermato per firmare autografi e scattare fotografie prima di parlare con i giornalisti.

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Ha descritto il film come un’opera costruita su figure riconoscibili e stratificate, capaci di rappresentare comportamenti ed errori umani in contesti molto diversi. A suo giudizio, il lavoro di Iñárritu conserva una qualità destinata a durare: «È un film che la gente continuerà a guardare anno dopo anno».


L’umorismo per leggere il presente

Per Iñárritu, abituato a opere come 21 grammi e Babel, la commedia rappresenta un territorio meno consueto. Proprio il tono ironico, però, gli è sembrato adatto a raccontare una realtà segnata da tensioni e contraddizioni: ridere diventa un modo per riflettere, riconoscersi e interrogarsi sulle proprie responsabilità.

Il regista ha presentato Digger anche come un film rivolto alle nuove generazioni. Il suo invito è a mettere da parte il telefono e concentrarsi su una storia che riflette sulle narrazioni che gli esseri umani costruiscono su se stessi e sul mondo.

Nel cast figura anche John Goodman, 74 anni, nei panni del presidente degli Stati Uniti. Il personaggio guida il Paese in una fase descritta come particolarmente pericolosa; Goodman lo interpreta con sarcasmo, arrivando a sostenere che non sappia davvero come gestire la situazione e che sia persino più stupido di lui.

Dopo le anteprime di Londra e Città del Messico, Digger è approdato a Los Angeles prima dell’uscita nelle sale prevista per il fine settimana con Warner Bros. Al centro resta la collaborazione attesa per 25 anni tra Cruise e Iñárritu, ora trasformata in una pellicola che punta a unire satira, riflessione e personaggi fuori dagli schemi.

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