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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Thwaites, l’allarme nascosto sotto il ghiaccio che minaccia i mari

Una fascia d’acqua marina penetra sotto il ghiacciaio antartico e potrebbe raddoppiare le stime sull’innalzamento degli oceani entro il 2100.

«Dobbiamo ridurre già adesso l’inquinamento che riscalda il pianeta», ha avvertito Eric Rignot, coautore dello studio. Secondo il docente di Scienze del sistema Terra, le conseguenze dei danni climatici già accumulati renderanno comunque inevitabile un ulteriore aumento del livello dei mari, mentre le nuove osservazioni sul fondo del ghiacciaio alimentano una preoccupazione crescente.

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Il monitoraggio diventa urgente

Per capire quanto rapidamente stia cambiando il Thwaites, la comunità scientifica considera indispensabili nuove misurazioni sul campo. Nel 2028 è prevista una spedizione in Antartide con apparecchiature progettate per rilevare con precisione millimetrica il movimento dell’acqua marina al di sotto della massa glaciale.

Il ghiacciaio, grande all’incirca quanto la Florida, si trova in una delle aree più remote del continente antartico. La sua posizione non riduce però la portata del problema: il Thwaites svolge un ruolo di contenimento per la calotta antartica e la sua perdita potrebbe modificare l’equilibrio degli oceani su scala planetaria.


L’acqua calda arriva dal basso

La ricerca, realizzata da glaciologi dell’Università della California a Irvine e del Laboratorio di propulsione a getto della NASA, ha messo in discussione un’ipotesi finora utilizzata nei modelli. Il punto in cui il ghiaccio poggia sul fondale non sarebbe infatti una barriera fissa, ma una fascia di passaggio estesa per diversi chilometri.

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Le immagini satellitari hanno mostrato che le maree spingono l’acqua dentro e fuori questa cavità. Il fenomeno, definito pompaggio mareale, consente a masse oceaniche relativamente più calde di avanzare sotto la calotta e di sciogliere il ghiaccio dall’interno. Mattia Poinelli, primo autore dello studio, ha spiegato che l’acqua può penetrare in profondità e provocare una fusione particolarmente intensa.


Tre centimetri che cambiano tutto

Il Thwaites è già responsabile di circa il 4% dell’aumento globale del livello del mare. Considerando anche l’infiltrazione legata alle maree, le nuove stime indicano che il ghiacciaio potrebbe contribuire da solo a un innalzamento fino a 3 centimetri entro il 2100: una quantità doppia rispetto alle valutazioni precedenti.

Un incremento apparentemente ridotto corrisponde in realtà a un enorme volume d’acqua e può aggravare il rischio di allagamenti lungo le coste di molti Paesi. Se il ghiacciaio cedesse completamente, la sola acqua collegata al suo bacino potrebbe far salire i mari di oltre 60 centimetri; l’effetto sulla calotta antartica, secondo le proiezioni, potrebbe poi spingere l’aumento complessivo fino a tre metri.

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