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Lifestyle 2 min di lettura5 giorni fa

Testimoni di Geova, addio al divieto totale sul sangue: cosa cambia ora

Il movimento ha rivisto una delle sue norme più rigide: d’ora in poi saranno ammessi sia l’uso sia la donazione di alcuni componenti ematici, mentre resta fermo lo stop al sangue intero.

La regola più severa dei Testimoni di Geova sul sangue cambia dopo decenni di divieti assoluti. Con un video pubblicato sul sito ufficiale del movimento, Geoffrey Jackson ha comunicato che i fedeli potranno decidere liberamente se utilizzare o donare alcuni componenti ematici, ma non il sangue intero.

La svolta tocca una delle pratiche che più pesavano sulla vita quotidiana dei seguaci, perché fino a oggi il rifiuto valeva anche davanti a emergenze mediche o a rischi di morte. Ora la nuova linea lascia aperta la possibilità di ricevere globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine.


La nuova apertura sui componenti del sangue

La revisione annunciata dal corpo direttivo riguarda solo una parte del sangue. Restano fuori le trasfusioni di sangue intero, che continuano a essere considerate incompatibili con la dottrina del movimento.

Accanto a questo cambiamento, i fedeli avranno anche la facoltà di donare i singoli componenti, destinati poi a essere usati per curare altre persone. In pratica, il divieto non scompare del tutto, ma viene limitato a una sola forma di trasfusione.


Il divieto che ha segnato i fedeli per

La posizione precedente affonda le radici nella storia dei Testimoni di Geova, movimento fondato nel 1870 in Pennsylvania da Charles Taze Russell e che, secondo un rapporto interno, contava nel 2024 9.043.460 seguaci attivi nel mondo. La proibizione delle trasfusioni fu introdotta durante la Seconda guerra mondiale e veniva fatta discendere da una lettura biblica che considera il sangue come simbolo della vita.

Nel tempo quella norma è diventata uno dei cardini più rigidi del credo. Infrangerla poteva portare all’espulsione dalla comunità e, spesso, alla rottura dei rapporti con altri membri, familiari compresi.

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Il contesto che ha spinto al cambio di

Nell’annuncio ufficiale Jackson ha insistito sul fatto che la Bibbia non indicherebbe in modo esplicito come un fedele possa usare il sangue, né menzionerebbe i prodotti ricavati da esso. Ha aggiunto che nessuno verrà giudicato per la propria scelta e che la decisione arriva anche per garantire un sostegno migliore ai fedeli colpiti dalle calamità recenti.

Già in marzo 2026 l’organo direttivo aveva autorizzato i membri a prelevare e conservare il proprio sangue per eventuali cure future, ma solo per uso personale. Quel passaggio era stato letto da molti come un primo segnale di apertura, ora trasformato in una decisione più ampia.


Cosa cambia davvero in ospedale

Sul piano pratico, la modifica si inserisce in una medicina che usa sempre più spesso la separazione del sangue nei suoi diversi elementi. Nella maggior parte delle cure ospedaliere, infatti, al paziente vengono somministrati i componenti necessari anziché il sangue intero.

L’Organizzazione mondiale della sanità stima che nei Paesi ad alto reddito circa il 98% del sangue raccolto venga frazionato. Un criterio simile vale anche in Italia, dove il Decreto del Ministero della Salute del 2 novembre 2015 prevede che le unità di sangue intero raccolte siano destinate alla preparazione di emocomponenti e non possano essere usate, come tali, per trasfusioni.

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