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Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Taranto, il rap entra nei palazzi: il colpo di scena del 64 Bars Live

Alle Case Bianche la quinta edizione ha trasformato balconi, garage e finestre in parti dello spettacolo, con Kid Yugi, Sayf, Redman e le principali voci del rap italiano.

«L’evento dura un giorno, è vero, ma i ragazzi del quartiere si vivono quel giorno. E magari ne traggono ispirazione». Kid Yugi, originario di Massafra, ha riassunto così il senso della serata alle Case Bianche di Taranto: non soltanto un concerto, ma un’occasione capace di lasciare un’immagine diversa nei giovani del quartiere.

Anche Artie 5ive ha sottolineato il valore di iniziative simili, ricordando il lavoro che sta portando avanti a Bicocca, dove ha creato anche una squadra di calcio. Secondo il rapper, gli artisti possono contribuire, ma il sostegno alle periferie deve coinvolgere in modo concreto anche le istituzioni. Sayf ha invece richiamato la necessità di aiutare questi contesti senza trasformare il disagio in una scenografia.


Le Case Bianche diventano protagoniste

A cinque anni dalla prima edizione napoletana, Red Bull 64 Bars Live ha trovato a Taranto uno dei suoi scenari più significativi. Il complesso di edilizia popolare del quartiere Paolo IV non è rimasto sullo sfondo: balconi, garage, facciate e finestre sono entrati nella costruzione dello spettacolo, seguito dalla piazza e dagli abitanti affacciati alle case.

Dopo il ciclo davanti alle vele di Scampia e l’appuntamento dello scorso anno a Corviale, nella periferia di Roma, il progetto ha portato la propria formula alle Case Bianche. In piazza erano presenti 5mila persone, mentre l’evento è stato seguito anche attraverso il canale YouTube ufficiale Red Bull Droppa.


Un quartiere dentro la narrazione

La presenza dei residenti è cominciata già durante le prove. I ragazzi hanno seguito gli artisti tra il palco e gli spazi destinati alle interviste, cercando autografi, fotografie o anche soltanto un saluto. Così la zona ha smesso di essere una semplice ambientazione e si è trasformata in una parte attiva del racconto musicale.

L’apertura è stata affidata a un filmato realizzato tra i palazzi. Night Skinny, presentato nei panni di un cuoco affacciato a un balcone, ha fatto partire una staffetta insolita: un microfono passato da Papa V e Nerissima Serpe a Sayf, poi a Kid Yugi e infine a Redman, raggiunto dopo il passaggio attraverso un garage dove attendeva Artie 5ive a bordo di un quad.


Le sorprese salgono dal pubblico

Artie 5ive ha raggiunto il palco dal basso e ha acceso la piazza con 64 Barre in faccia, Swag in Music, Davvero Davvero e Sogno Americano. Il pubblico, che aveva riempito l’area già da giorni, ha accompagnato ogni passaggio. Nerissima Serpe ha poi proposto 4 Gambe e Tessera Sanitaria, prima di condividere con Papa V Apparecchiati e Tip Tap.

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Sayf ha attraversato la folla accompagnato da una banda musicale pugliese, chiamata a sostenere Sex on La Santa. Dopo Raffaello e Occhialata Carrera, l’attenzione si è spostata verso l’alto: un pianoforte a coda, collocato su un balcone e parzialmente proteso nel vuoto, ha accolto Ele A.

La rapper ha ringraziato la signora Santina, che le aveva messo a disposizione l’abitazione e una pelliccia. Da quella posizione ha cantato Chanelina Soubrette insieme a Sayf, in un quadro che richiamava la scena di Giulietta e Romeo, per poi passare ad Atlantide.


Redman prepara l’ingresso di Kid Yugi

La pausa nel ritmo è durata poco. Redman, figura storica dell’hip hop e collaboratore a lungo del Wu-Tang Clan, ha eseguito le sue 64 barre e Da Rockwilder, aumentando la temperatura della serata prima dell’arrivo del padrone di casa.

Kid Yugi ha quindi preso il controllo del palco con 64 barre da censura, Gilgamesh e Bianca, affiancato da Rrari dal Tacco. Insieme a Fido Guido ha proposto anche Ilva (Fume Scure RMX), portando il pubblico verso il momento conclusivo.


La catena chiude una notte speciale

Night Skinny ha riunito in un intervento solista alcuni dei versi più riconoscibili del progetto. Poi è arrivata la catena, la sequenza collettiva in cui gli artisti si sono alternati sul palco: l’avvio è stato affidato alle 64 barre di Ele A, seguito da otto brani con Nerissima Serpe presente accanto agli altri protagonisti.

La chiusura è spettata ancora a Kid Yugi, che ha salutato il pubblico tarantino con Massafghanistan. Il risultato è stato uno spettacolo visibile dalla piazza, dai balconi e dalle finestre, capace di legare la musica alle storie e all’identità del luogo senza separare gli artisti dal quartiere che li ospitava.

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