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Graziella Antonioli, la scelta lontano da Ennio Vitanza che cambiò tutto

Dalla Rai alla televisione svizzera, il percorso di una storica annunciatrice rimasta sempre distante dall’esposizione mediatica sulla vita privata.

La scomparsa di Ennio Vitanza, morto a Milano il 5 ottobre 2026 a 92 anni, riporta l’attenzione anche sulla moglie Graziella Antonioli. Prima al suo fianco nella vita, la donna ha costruito una carriera autonoma davanti alle telecamere, iniziata nella Rai e proseguita a lungo nella televisione svizzera di lingua italiana.


Gli inizi di una carriera in Rai

Nata a Genova nel 1939, Antonioli si avvicinò al mondo televisivo nei primi anni Sessanta. Nel 1961 superò la selezione per annunciatrici organizzata in occasione dell’avvio del Secondo Programma, che sarebbe poi diventato Rai 2.

In quella tornata furono scelte anche Mariolina Cannuli, Rosanna Vaudetti e Maria Grazia Picchetti, destinate a diventare volti riconoscibili del piccolo schermo. Antonioli fu assegnata alla sede Rai di Milano e vi lavorò fino al 1968, anno in cui sposò Vitanza.


Dalla Rai alla televisione svizzera

Dopo il matrimonio, Antonioli lasciò la Rai anche per evitare che la presenza della coppia nello stesso ambiente professionale potesse attirare un’attenzione eccessiva sulla loro relazione. La decisione non segnò, però, la fine della sua attività televisiva.

La conduttrice approdò infatti alla TSI, emittente svizzera in lingua italiana, dove divenne una delle annunciatrici più note. Rimase nell’organico fino al 1993, quando concluse il percorso professionale con il pensionamento.


Un matrimonio protetto dalla riservatezza

Graziella Antonioli ed Ennio Vitanza si unirono in matrimonio nel 1968, quando entrambi erano già impegnati nel settore televisivo. Nonostante la notorietà acquisita sul lavoro, scelsero di mantenere il rapporto e la quotidianità lontani dall’interesse pubblico.

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Non risultano informazioni certe sulla presenza di figli o nipoti, né sono emersi particolari sulla loro vita familiare. La discrezione ha accompagnato anche gli anni successivi della coppia, rimasta poco incline a raccontarsi fuori dagli schermi.


Il ricordo professionale di Vitanza

Vitanza era nato a Postumia il 27 luglio 1934. Da giovane aveva giocato nelle formazioni giovanili del Torino, esperienza interrotta da un infortunio; in seguito si era dedicato anche al pianoforte jazz, prima di scegliere il giornalismo.

Nel 1969 era entrato nella Rai come inviato di calcio e aveva seguito soprattutto Milan, Inter e Atalanta. Nel corso della carriera aveva lavorato a 90° minuto, Domenica Sprint e La Domenica Sportiva, oltre ad aver condotto TG2 – Sportsera.

Tra il 1994 e il 1997 aveva curato La Domenica Sportiva. Come telecronista aveva inoltre seguito i Mondiali dal 1974 al 1990 e gli Europei dal 1980 al 1988, diventando una voce storica dello sport televisivo italiano.

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