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Lifestyle 2 min di lettura39 min fa

Sud, scaffali vuoti e proteste: l’affondo di Valeria Angione

L’attrice denuncia il divario nella copertura delle mobilitazioni contro il caro carburante e chiede alle istituzioni di ascoltare il Mezzogiorno

Supermercati con rifornimenti difficili, circolazione rallentata e proteste che proseguono da settimane: è questo il quadro che arriva da diverse aree del Mezzogiorno. La mobilitazione degli autotrasportatori contro l’aumento del gasolio sta interessando Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, con effetti sulla distribuzione delle merci.

A portare il tema all’attenzione sui social è stata Valeria Angione, che in un video pubblicato su Instagram ha contestato quella che considera una diversa sensibilità verso le emergenze del Nord e del Sud. Nel suo intervento, l’attrice ha collegato i disagi concreti vissuti dalla popolazione alla scarsa presenza delle istituzioni e dei mezzi di informazione.

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Angione denuncia il silenzio istituzionale

Il punto centrale della sua critica riguarda l’assenza, a suo giudizio, di esponenti del governo nei luoghi della protesta. «A me fa una rabbia, una rabbia che questi stanno piangendo, piangendo da un mese, da un mese sulle strade, stanno piangendo e non vengono calcolati», ha affermato nel filmato.

Angione ha chiarito di non pretendere una soluzione istantanea a una situazione complessa. La richiesta, piuttosto, è che venga mostrata attenzione verso gli autotrasportatori e che qualcuno ascolti le loro ragioni: «Non ho visto nessun ministro andar lì e provare a capire». Nel video ha quindi sottolineato che anche un confronto o un gesto di vicinanza rappresenterebbero un primo segnale.


La protesta resta ai margini del racconto

Secondo l’attrice, la disparità emerge anche nel modo in cui vengono raccontati gli avvenimenti. Ha ricordato che un episodio avvenuto a Milano può ottenere rapidamente spazio su social network, giornali e telegiornali, mentre per le manifestazioni meridionali sarebbero trascorsi 18 giorni prima di una copertura televisiva.

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Da qui la sua denuncia di un divario territoriale che, sostiene, viene spesso ignorato. Angione ha esteso il ragionamento oltre il blocco dei camion, criticando l’immagine del Sud associata soprattutto alle vacanze e ai prodotti tipici. «Vita lenta un c***o, perché qui la gente sta morendo di fame e i supermercati sono vuoti, non c’è niente», ha detto, riferendosi alle difficoltà di approvvigionamento.


Anche Al Bano esprime solidarietà

La situazione ha suscitato nei giorni precedenti anche l’intervento di Al Bano. Il cantante pugliese ha parlato delle difficoltà economiche che colpiscono il territorio in cui è nato e dove continua a lavorare, dichiarando di comprendere le ragioni degli autotrasportatori.

«Li capisco e ne soffro perché so cosa vuol dire povertà: l'ho conosciuta molto bene e per moltissimi anni», ha spiegato in un’intervista. Al Bano ha inoltre rivolto un appello alla politica, invitando i diversi schieramenti a mettere da parte le contrapposizioni per affrontare la crisi.

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