228notizie oggi
Lifestyle 4 min di lettura2 ore fa

Sophie Marceau sceglie il tempo: «Ora proteggo la mia vita

L’attrice, prossima ai 60 anni, torna nei panni di Anne e racconta il successo precoce, i pericoli del cinema e il valore della propria serenità

Oggi Sophie Marceau valuta un copione anche in base a una domanda molto semplice: vuole davvero trascorrere settimane dentro quel personaggio? Il lavoro, spiega, coinvolge non soltanto la mente ma anche il corpo, che registra emozioni e tensioni come esperienze reali. Per questo ogni nuovo progetto deve meritare un posto nella sua memoria.

La scelta è diventata più selettiva dopo anni trascorsi tra trasferte, set e continui cambi di città. Polonia, Hollywood e Parigi si sono susseguite con ritmi serrati, mentre l’attrice si divideva anche tra il cinema e il ruolo di madre. Adesso, racconta, preferisce una vita più quieta e giornate meno affollate.

Offerta del giorno15 ottobre

Douglas

Fino al -25% su Douglas via app

Scade domani
*******


Il ritorno di Anne arriva dopo 18 anni

Sophie Marceau compirà 60 anni il 17 novembre e dal 15 ottobre sarà nelle sale con Il tempo di Anne, nuovo film diretto da Lisa Azuelos. La pellicola riprende il personaggio già interpretato in LOL - Il tempo dell’amore, ma a distanza di 18 anni: un intervallo che, secondo Marceau, rende l’operazione diversa da un seguito tradizionale.

Anne non affronta più la quotidianità di una madre alle prese con figli piccoli. Louise e Théo sono ormai adulti e indipendenti; lei può quindi dedicarsi ai propri desideri, comprese alcune relazioni con uomini più giovani. L’equilibrio cambia quando la figlia, dopo una separazione, rientra in casa e il figlio comunica alla madre che presto diventerà padre. Il racconto intreccia famiglia, sentimenti, reti sociali e applicazioni per gli incontri.

L’attrice, che nella vita ha Vincent, 32 anni, e Juliette, 24, considera la casa familiare un possibile approdo nei momenti difficili, ma non nasconde le complicazioni del ritorno dei figli adulti. Quando occupano nuovamente gli spazi domestici, portano con sé problemi, amicizie e abitudini nuove. Quanto alla prospettiva di diventare nonna, ammette di non pensarci ancora, pur definendo straordinario vedere un figlio diventare genitore.


Una generazione schiacciata dalle difficoltà

Il film prende spunto da una realtà sempre più diffusa: molti giovani tornano dai genitori perché non trovano un impiego stabile o non riescono a sostenere il costo dell’affitto. Per Marceau non si tratta di una difficoltà limitata alla Francia. A suo giudizio, l’aumento delle disuguaglianze, l’indebolimento della classe media e le migrazioni legate al cambiamento climatico compongono una crisi di portata mondiale.

L’attrice osserva che in passato sembrava più semplice lavorare e mantenersi, anche se allora circolavano meno informazioni. Oggi la quantità di notizie può alimentare ansia e senso di colpa, soprattutto tra chi percepisce di non riuscire a intervenire. Pur dicendosi preoccupata per il mondo lasciato ai figli, conserva fiducia nelle nuove generazioni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La sua entrata nel cinema risale all’adolescenza. A 13 anni cercava un modo per rendersi autonoma e non pesare sulla madre, dopo il divorzio dei genitori. Un’agenzia per bambini inizialmente la considerò troppo grande, ma pochi mesi più tardi arrivò la convocazione per un provino: fu l’occasione che la portò a Il tempo delle mele.


Il successo precoce aveva un lato oscuro

La popolarità arrivò rapidamente, ma non fu l’esperienza idealizzata che molti immaginano. Marceau era una ragazzina senza preparazione per affrontare una notorietà tanto invasiva: il suo numero compariva nell’elenco telefonico e gli sconosciuti arrivavano perfino sotto casa. «La mia vita è diventata un incubo», ha ricordato parlando di quegli anni.

Anche per questo guarda con cautela all’esposizione attraverso i sociali. Non vuole immaginare come avrebbe vissuto oggi la fama a 13 anni, ma sostiene che molti aspiranti celebri non conoscano i rischi della visibilità improvvisa. Secondo lei, diverse persone diventate note in breve tempo non hanno saputo gestirne le conseguenze.

Negli anni Ottanta, inoltre, l’ambiente cinematografico poteva essere insidioso, soprattutto per una giovane attrice priva di un agente e con genitori inesperti del settore. Marceau racconta di essersi affidata all’intuito e di aver rifiutato gli incontri che le trasmettevano una sensazione negativa: «Ogni volta che mi sentivo a disagio, dicevo di no».

La madre contribuì a darle strumenti per difendersi, mettendola in guardia fin da piccola sui pericoli che poteva incontrare in quanto donna. Marceau considera però assurdo che una ragazzina debba imparare così presto a stare in allerta nei confronti degli adulti con cui lavora. Proprio quell’esperienza ha influenzato il modo in cui oggi sceglie i ruoli: non segue un percorso preciso, ma ascolta una sensazione e si chiede se abbia davvero voglia di vivere quella storia ogni giorno, per settimane.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere